Capitale cultura, Caltanissetta esclusa. "Ministero si è fermato a Ercolano", ma l'assessore non fa polemica

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Sull’esclusione di Caltanissetta dal novero delle città finaliste per la capitale della cultura italiana 2015, interviene l’assessore alla creatività e cultura, Marina Castiglione. “Il ministero dei beni culturali si è fermato ad Ercolano”, afferma il vicesindaco, ma non è una polemica. La Castiglione invita a non fermarsi, perchè “la cultura non si arresta neanche di fronte alle crisi finanziarie” e il “percorso è più importante del prodotto”.
Aquileia, Como, Parma, Pistoia, Terni, Pisa, Mantova, Spoleto, Taranto, Ercolano sono le finaliste selezionate dal MIBACT per la capitale italiana della cultura 2016-2017.
Marina Castiglione, docente di Linguistica“L’intenzione dell’Amministrazione, in ogni caso, è stata raggiunta”, afferma la Castiglione.
“Oggi esiste un programma strategico delle iniziative culturali condiviso con le Associazioni. Il bando ha costituito l’opportunità di conoscere e coordinare soggetti, ha dato l’input alla nascita di nuove associazioni, ha consentito di cominciare a riflettere sull’identità attorno a cui aggregare idee e pensiero. I due progetti attorno a cui si è lavorato, ossia “Nissa ipogea” e “Non omnis moriar”, continueranno a costituire la prospettiva unitaria dell’orizzonte futuro. Molte attività che erano state incluse nel calendario nazionale, ad esempio la rassegna “Erranza e approdi” e il festival di arti contemporanee “Estrazione/astrazione”, si stanno già svolgendo perché funzionali ad un ragionamento culturale complessivo”.
Per l’assessore e vicesindaco “il lavoro è all’inizio e, come affermato in premessa al Progetto presentato, dobbiamo imparare a “estrarre” da noi stessi il nostro potenziale, rinunciando all’autoreferenzialità e investendo su processi virtuosi di collaborazione e scambio. La vera sfida, più che l’attesa di riconoscimenti esterni che in ogni caso sarebbero gratificanti, è costruire una città coesa e con una massa critica pronta a considerare risorsa sè stessa, prima che un finanziamento economico. Il processo è, come sempre, più interessante e persino più importante del prodotto”.
“Si è mostrato che esiste una città che non si piange addosso, ma che ha voglia di ripensarsi in maniera transgenerazionale e che sa superare l’inerzia e il vittimismo. Dispiace che nessuna delle tre città siciliane, Caltanissetta, Agrigento e Modica, sia stata indicata per il passaggio al primo step. Ci sentiamo esclusi, innanzitutto come cittadini siciliani, dai grandi processi di coinvolgimento culturale e dalla considerazione degli sforzi che a partire dai territori si stanno producendo. Le scelte avranno sicuramente tenuto conto del grado di elaborazione delle proposte progettuali, ma possiamo dire con amarezza che il MIBACT si è fermato a Ercolano”.
“Ci saranno nuovi bandi, ma non ci saranno nuovi cittadini e nuove progettualità se non impegneremo questo tempo a formare competenze e relazioni che camminino in autonomia, nella considerazione che la cultura non ha bandiere politiche e non si arresta di fronte a crisi finanziarie, ma è innanzitutto crescita civile”, conclude l’assessore.

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