Capannone pieno di amianto: banca citata in giudizio dall’avvocato Giuseppe Giunta

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Una banca è stata citata in giudizio per il risarcimento di un danno notevole causato dal fatto che la stessa, quale proprietaria di un capannone e del terreno circostante sito nella zona industriale di San Catado alle porte di Caltanissetta, lo ha concesso sia in locazione che in sub locazione a terzi ben essendo a conoscenza dell’esistenza di scorie di amianto sia all’esterno che all’interno degli stessi. “Il fatto – scrive l’avvocato Giuseppe Giunta – è di vitale importanza in quanto così operando, si è messa a repentaglio la vita degli operai che, ignari, hanno lavorato assumendo quotidianamente i miasmi e le polveri di amianto e, nella specie, del “CRISOTILO” materiale appartenente alla famiglia dell’amianto, classificato come rifiuto pericoloso e altamente cancerogeno. La banca, pur essendo stata informata per tempo, da parte degli inquilini, della scoperta dell’amianto in notevole quantità, non si è adoperata per operare la bonifica del fondo o per la chiusura dell’impianto nè per il suo totale smantellamento, come d’uopo in circostanze come questa, e non si è preoccupata nemmeno di mandare qualcuno per il ritiro delle chiavi dello stabilimento. E’ da aggiungere, purtroppo, che a causa di siffatta situazione di pericolo, uno degli operai che hanno lavorato per oltre 3 anni all’impianto, ha contratto una severa malattia che riteniamo possa essere conseguenza dell’esposizione alle polveri di amianto, per cui è ricoverato presso un nosocomio specializzato nella cura specifica del caso. Speriamo che, al di là del risarcimento – in ogni caso doveroso e dovuto– si possa quanto prima eliminare questa situazione di grave pericolo per tutti e soprattutto per coloro che giornalmente si recano al lavoro nei paraggi”.

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