Cannabis, nasce il comitato nisseno per legge di iniziativa popolare: “E’ possibile firmare contro il business criminale”

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Si e costituito a Caltanissetta il comitato promotore della proposta di legge di iniziativa popolare per la regolamentazione della produzione, consumo e commercio della cannabis e dei suoi derivati. Vi fanno parte il consigliere comunale Valeria Alaimo, Giancarlo Ciulla, Michele Luca Fasciana e Giuseppe Nicosia. Il comitato ha predisposto un’ iniziativa denominata “Giugno Antiproibizionista Nisseno” per consentire al maggior numero possibile di cittadini di firmare la suddetta proposta.

A tale scopo sono stati organizzati dei tavoli serali in Piazza Garibaldi tutti i sabati del mese di Giugno (4, 11, 18 e 25) dalle ore 19,00 alle ore 24,00. Inoltre sarà possibile firmare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 12,00 presso l’ufficio dell’URP sito a piano terra nel palazzo comunale. La proposta di legge popolare e’ promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, Antigone, La PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani. I danni sociali, economici e giudiziari del proibizionismo sono sotto gli occhi di tutti.

“Le droghe illegali – si legge nella nota del comitato – sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali. E’ provato infatti che anche il terrorismo si finanzia con i proventi del narcotraffico. Serve un cambio di passo radicale nelle politiche sulle droghe e la scelta antiproibizionista è l’unica ragionevole, fondata su basi scientifiche e riscuote il consenso dell’opinione pubblica. Con questa legge di iniziativa popolare chiediamo ai consumatori di cannabis di fare ‘coming out’ e mobilitarsi, ma lo chiediamo anche a tutti i cittadini italiani perché arrivi un segnale chiaro e forte al legislatore”.

“Le opinioni degli italiani sulle leggi in materia di droghe leggere si sono evolute insieme alle leggi di molti Paesi. Sono sempre più numerosi gli Stati che sperimentano strategie di depenalizzazione senza incontrare un aumento dei consumi, o che legalizzano la produzione e la vendita della cannabis per usi ricreativi oltre che terapeutici. Oggi persino la Direzione Nazionale Antimafia denuncia “il totale fallimento dell’azione repressiva” e “la letterale impossibilità di aumentare gli sforzi per reprimere meglio e di più la diffusione dei cannabinoidi”. A sostegno dell’azione parlamentare dell’intergruppo per la legalizzazione della cannabis, la nostra proposta di legge prevede, tra l’altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata in “cannabis social club”, pratiche semplificate per la produzione commerciale, il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, l’allocazione delle entrate ad attività informative e sociali, una relazione annuale al Parlamento e la depenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze proibite nonché la liberazione dei detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili”.

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