Campus universitario nisseno. La voce agli studenti

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Oggi, in occasione dell’inaugurazione del Campus Universitario di Caltanissetta – Scuola di Medicina e Chirurgia “Hypatia” (l’inaugurazione ufficiale con le autorità sarà domani) gli studenti che, da alcuni giorni, frequentano le lezioni del II semestre, raccontano il “loro” «Campus Universitario di Caltanissetta».
«Aver dato il via all’inizio regolare delle lezioni per tutti qui al CEFPAS quest’anno – dice Francesco Altaguile di Catania  – è stato un bel modo di iniziare questa avventura del Campus Universitario. Vedremo come procederà, ma mi sembra già abbastanza interessante. Sto riflettendo sulla possibilità di prendere l’alloggio, anche se al momento non mi pesa viaggiare».
«Vorrei sottolineare – aggiunge Dario Guirreri di Trapani Partanna –  che purtroppo il servizio pubblico di trasporto cittadino non è organizzato al meglio e non offre una risposta adeguata alle esigenze di noi studenti, visto che molti hanno ancora le case in centro. Pertanto, bisognerebbe innanzitutto assicurare un servizio di trasporto continuo, regolare, sicuro e adeguato fino al Campus».
«Farò richiesta per l’alloggio già il prossimo anno – commenta Luana Gazzitano di Agrigento – ora non ho potuto a causa del vincolo del contratto di locazione già sottoscritto per il I semestre. Per chi studia lontano dalla propria città è importante che vengano offerte, inoltre, borse di studio anche per favorire la fruizione dei servizi ristorativi a prezzi più vantaggiosi».
«Immagino – conclude Angelo Diana di Caltanissetta –  che anche le proposte degli studenti in merito al Campus Universitario possano essere ascoltate. Sebbene la posizione della struttura possa far pensare di esser lontani dal Centro, in realtà non lo è affatto. Qui potremmo avere, oltre alla biblioteca, le aule studio, per organizzare anche i “tempi morti”, potendo affrontare con i colleghi, le eventuali difficoltà degli esami, ad esempio, negli intervalli tra le lezioni mattutine e quelle pomeridiane. Potremmo anche pensare ad un altro spazio in comune: una cucina in uso agli ospiti degli alloggi, in completa autogestione compreso pulizia e riordino, come avviene nei convitti anglossassoni. Ci sembra anche utile avere il collegamento ad internet tramite WiFi quanto meno all’interno delle strutture principali dove vengono svolte le lezioni. Questa è una struttura didattica all’avanguardia da cui vogliamo trarre il meglio».

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