Campisi sfida Ruvolo su capibastone e clientelismo “abbia coraggio faccia nomi e vada in Procura”

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Dica i nomi di chi è stato “cliente” e di chi avrebbe praticato clientelismo, con “coraggio, verità e onestà”.

L’ex sindaco di Caltanissetta Michele Campisi non ci sta a subire la narrazione di un passato politico e amministrativo permeato da clientelismo, così come affermato dal sindaco Giovanni Ruvolo nella lettera di risposta a un giovane.

“Leggendo la sua accorata risposta ad un giovane nisseno che le scrive chiedendo rispetto e dignità, sono qui a chiedere, non da ex Sindaco, ma da Cittadino, le prime qualità che sono proprie a chi ha ritenuto di poter amministrare una comunità. E tali qualità sono: IL CORAGGIO, LA VERITA’ E L’ONESTA’ (non solo economica ma anche intellettuale)”, scrive Campisi.

“Veda Caro Signor Sindaco io ci vivo in questa città, ci lavoro, produco reddito, ci pago le tasse, educo i miei figli, mi dedico alla famiglia e credo fortemente nell’amicizia e da genitore desidero che i miei figli siano orgogliosi di un padre che fa della onestà un punto di riferimento, della verità una componente di vita, con il coraggio di potere affrontare le cose senza screditare gli altri”.

Campisi chiarisce di non essere “alla ricerca di scenari politici prossimi”. “Ho fatto una scelta nel 2009 ed ho adempiuto al mio incarico di primo cittadino e sulla scorta di quelle scelte che credevo e credo erano necessarie ho proposto gli obiettivi per la città. Il tempo comunque sarà sempre galantuomo. Tuttavia nel leggere la sua missiva ritenendola in talune parti subdola e lesiva , a tutela della mia persona e di quella degli assessori che mi sono stati accanto la invito a far conoscere puntualmente quando lei asserisce”.

“Dica alla Città, in primo luogo A CHI si riferisce quando parla del “Clientelismo di un tempo”, dal quale Lei dice di stare lavorando per affrancarsi”.
“Perché non rendere pubblicamente i nomi Signor Sindaco, di chi avrebbe, a suo giudizio svolto vergognose pratiche clientelari, utilizzando il Comune di Caltanissetta”.
Ed ancora, “Signor Sindaco, perché non trova il coraggio di citarle pubblicamente le pratiche clientelari che avrebbe scoperto, rendendole note ai cittadini che la leggono, nonché di denunciarle alla Procura della Repubblica, se ne è a conoscenza, come è suo preciso dovere di Cittadino e Pubblico Ufficiale di uno Stato Democratico, consentendo così anche agli eventuali accusati di difendersi, invece di scegliere la solita innocua pratica, ormai da Lei abitualmente utilizzata, del tirare il sasso e nascondersi”.
“Non le pare, Signor Sindaco, che la trasparenza dovrebbe essere la prima regola di chi ritiene di praticare il giusto?”
“Dica alla Città’, Signor Sindaco, quali sono i nomi di quelli che lei definisce “capibastone della vecchia politica” e dai quali sostiene di essere libero. Faccia un po’ di chiarezza su chi a suo avviso lo è e non lo è, guardando anche alla coalizione che oggi le consente di governare”.
“Dica alla Città , Signor Sindaco, come può definire i suoi Cittadini dei sudditi, e quali azioni oppressive lei ritiene siano state sugli stessi praticate in passato, ad opera di chi e con quali mezzi”.
“E solo dopo avere dimostrato alla Città il suo Coraggio e la Sua capacità di vivere la Verità’ da UOMO prima che da Istituzione, potrà anche meglio spiegare tutto quanto cita nella sua nota”.
L’ex primo cittadino pone infine alcuni questi al sindaco.

“Quali sono le scelte effettuate dai Cittadini nell’ambito del Bilancio Partecipato? Quali sono le opere compensative della S.S. 640 che lei sostiene essere “già realizzate”? Quali interventi di messa in sicurezza ha effettuato la CMC sulla discarica di Contrada Stretto? Quali sono i livelli minimi di assistenza che lei sostiene di garantire?”
Diceva un grande filosofo: “ le parole infiammano la gente ma sono solo i fatti che danno concretezza all’azione”.

“Sono speranzoso – conclude Michele Campisi – che Lei possa dare queste ed anche altre  risposte alla Città, Signor Sindaco, perché ci vivo e continuo ad amarla”.

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