Campisi a fine mandato dice: “Non potevo condividere logiche spartitorie, ecco perchè non mi ricandido”

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foto 2“Non mi ricandido. Bisogna fare i conti con la propria coscienza e mi dispiace se qualcuno non ha ricevuto incarichi o non è diventato assessore, ma ho sempre avuto il bene della città davanti i miei occhi. Non mi interessava e non mi interessa condividere un rinnovo di mandato in schemi vecchi e logiche spartitorie, mi spiace, ma preferisco, qualora Ncd lo ritenga opportuno, dare il mio contributo in altre forme, ma dico sin d’ora che non ricoprirò alcun ruolo nella futura giunta comunale”.

Soltanto questo, null’altro. Chi si aspettava fuoco e fiamme dalla conferenza di fine mandato del Sindaco Michele Campisi e che il primo cittadino si sarebbe tolto qualche sassolino dalle scarpe, è rimasto deluso. Anzi, Campisi ha aggiunto: “Non ripresento la mia candidatura a sindaco, convinto che l’area di centro destra deve essere unita per vincere. Troppi generali e soggetti che si autoproclamano per partecipare ai tavoli delle scelte, magari animati da interesse personale. Non ci sto, la politica è una cosa seria. Quando si parla di nomi e non di uomini abbiamo perso in partenza”.

Il sindaco uscente, Michele Campisi per quasi un’ora e mezza, uno po’ a braccio e per il resto leggendo una relazione scritta, ha parlato delle cose realizzate, dei progetti fatti, di come aveva trovato la città e il Municipio al suo insediamento.

foto 4Poco o nulla ha lasciato alle polemiche politiche, anche se il riferimento a logiche spartitorie, che attualmente sarebbero in corso nel centro destra, è chiaro.

Così il sindaco, ha concluso il suo discorso di fine mandato, con grande commozione e qualche lacrima che è scesa quando nei ringraziamenti ha citato la sua famiglia “e il tempo sottratto, le tensioni riportate a casa”. “Forse – ha detto Campisi – oggi penso che non ne valeva la pena”.

Sarà stato anche l’ammonimento preventivo del segretario generale Eugenio Alessi che aveva avvertito Campisi del divieto di utilizzare gli spazi di comunicazione istituzionale per propaganda durante il periodo di campagna elettorale (avvertimento abbastanza controverso visto che Campisi non è candidato e non sostiene alcun candidato). Sarà stata la presenza di Alessandro Pagano e di tutti gli assessori e consiglieri comunali che gli sono rimasti fedeli. Sta di fatto che il sindaco non è uscito fuori dai binari di una normale conferenza di fine mandato in un momento politico che però di normale non ha nulla, visto che fino a due settimane fa era il candidato ufficiale del suo partito.

IMG_1200-“Ho trovato anche mobili d’arredamento d’ufficio, comprati con soldi pubblici e conservati per chissà cosa. Sugli asili nido, la gara d’appalto, trovai buste ancora non aperte. Prima delle elezioni vi furono assunti immediati negli asili. Avevamo però una copertura soltanto del 40% del servizio”, ha denunciato Campisi partendo dall’anno del suo insediamento, il 2009.
“Avevamo il Palmintelli inagibile, non si potevano fare partite. Si facevano in barba alla legalità e alla trasparenza. Il Tomaselli era un campo di cicoria a foglia larga e spinaci selvatici. Il teatro Margherita non aveva autorizzazioni, che si acquisivano giorno per giorno con provvedimenti della commissione che doveva essere di volta in volta convocata. Palazzo Moncada l’ho trovato vuoto, con vetri rotti e colombe che ne avevano fatto un cimitero monumentale. Abbiamo fatto in modo che questa struttura cominciasse a vivere, dando corpo, forza e vivacità a una struttura che oggi ha le opere di Tripisciano che erano conservate in un magazzino. Abbiamo da poco realizzato un’altra area dedicata allo scultore vivente, Guadagnuolo, perchè ci tenevamo che questa struttura potesse vivere”.
Capitolo debiti in generale e soprattutto con l’Ato
“Abbiamo accantonato due milioni di euro ogni anno, io non ce l’avevo con l’Ato, ma con gli effetti della gestione. Abbiamo tolto affitti onerosi IMG_1165-per il comune, come un appartamento in via Signorino a 750 euro dato ad extracomunitari. Io ho saputo dire no e forse per questo non siamo popolari. Il Vescovo ha detto che la città deve uscire da una grotta, io credo di averla presa mentre era in fondo al pozzo e credo di averla portata vicino ad una luce perchè oggi ci ritroviamo con un bilancio con i conti in ordine e con posizioni debitorie che possiamo tranquillamente gestire. Quando abbiamo lavorato per l’acquisto di tutta l’area dell’antenna, non era l’antenna Rai importante, ma l’intera area. Con delibera di giunta abbiamo deliberato l’acquisto, un mutuo ventennale per investimenti di 20 mila euro l’anno. Sarà il prossimo consiglio a decidere cosa effettivamente fare. Credo sia una ricchezza per la città. Tutto questo, lo sto disegnando mentre ci accingevamo a vivere il peggior momento economico dal dopoguerra ad oggi. Il peggior momento dalla rivoluzione industriale ad oggi. Una caduta di valori morali ed economica con difficoltà oggettive. Nei tre anni successivi alla mia elezione abbiamo avuto tagli ai trasferimenti. Risorse per circa nove milioni di euro in meno mantenendo però gli stessi servizi. Questo era il profondo obiettivo eppure abbiamo rilanciato”, ha detto Campisi.
“Quando il Corriere in un articolo di Gian Antonio Stella mi attribuì il detto “Calati junco ca passa la china”, affermando veletamente che ero vicino alla mafia, non capivo il perchè. Poi ho capito che era erchè non mi costituii parte civile a un processo iniziato prima che mi insediassi. IMG_1192-Comunque il giorno dopo, rispondendo all’appello del questore Marino, deliberammo che il comune di Caltanissetta si costituisse parte civile in tutti i processi per mafia. Anzi abbiamo rilanciato, con un’operazione, il 15 agosto, con il comandante della Muncipale, decidemmo la programmazione di un’associazione antiracket e anti usura, perchè quella nissena aveva avuto problemi giudiziari. Poi una serie di protocolli d’intesa con le forze dell’ordine proprio per far sapere, il sindaco Campisi, con chi stava. Non mi aspettavo che la costituzione dell’antiracket potesse generare un putiferio in consiglio comunale perchè non tutti erano d’accordo alla creazione di un soggetto legittimo, che desse un aiuto agli imprenditori contro la mafia. La legalità non è appannaggio di qualcuno, ma degli uomini che gestiscono la cosa pubblica. Il 29 settembre di quell’anno l’associazione venne infine costituita anche se fino all’ultimo tentarono di bloccarci nella costituzione”.
“Da lì’ a qualche mese il fratello del mio assessore fu arrestato, anche il vicesindaco ebbe un familiare coinvolto e con molta sensibilità si dimise subito”.

Capitolo cultura. “La città non è morta”.

“La città non è morta, la città è viva, il torneo di tennis ha portato campioni a livello mondiale. E’ vero che abbiamo finanziato con 70 mila euro, ma quanto ci costano le strutture comunali inutilizzate o sottoutilizzate? e quanto ritorna alla città in termini di economie da eventi come questi? come il Festival o il Med Moda. Qualcuno non voleva che si facesse il Festival Città di Caltanissetta, allora si che la città sarebbe morta”.IMG_1209-
“Al KNIFF, Kalat nissa film festival, non abbiamo dato soldi ma servizi, realizzando una struttura che è una certezza a livello mondiale per i cortometraggi. La realtà è venire a Caltanissetta, la ricchezza è questa. L’ho fatto con il Rally, con la Coppa nissena. Pur avendo risorse inferiori, mai il comune ha detto di no. Il comune ha anche investito, dato idee, l’anno scorso, un memorial dedicato ai giornalisti e a Nuccia Grosso. Ricordare una giornalista importante della nostra città. Non mi sono trincerato a non fare le cose, a causa dei tagli, ma abbiamo anzi rilanciato. Abbiamo dovuto affrontare problemi non indifferenti”.

Emergenza RMI colpa della Regione
“Gli RMI, ad esempio, vengono caricati di una disattenzione della regione Siciliana. Gli RMI che sono persone con uno stipendio non alto, vorrei ricordarvi che sono a carico della Regione Siciliana. Anche lì, e devo ringraziare il mio assessore che è andato avanti, ed è chiaro che diventiamo soggetti poco graditi. Abbiamo scoperto che qualcuno non aveva i requisiti per essere inserito. Non tutti, ma qualcuno, e quindi sottraeva risorse agli altri. Quindi abbiamo fatto vera legalità e in questo caso devono essere gli altri ad attestare le opere che si fanno. E noi abbiamo sistemato una situazione non indifferente”.
“Quando si amministra una città, che è la cosa più bella che i nisseni mi hanno dato, ho tolto molto a famiglia e studio, ma amministrare la città dove si è nati è come avere un figlio che si vuol far diventare il migliore di tutti. E cinque anni sono pochi. Ma è giusto che sia così, ma non sempre è facile”.

“Si parla di etica e legalità. Sapete che il comune di Caltanissetta è stato il primo a dotarsi di un piano anti corruzione? pur sapendo che era il processo più tortuoso. Sono principi che detta lo Stato e la UE, perchè con atti possiamo capire chi è facilmente corrompibile dentro il comune. C’erano pratiche che facevano acqua e lo abbiamo scoperto con il codice anticorruzione. Siamo avanti rispetto ad altri comuni”.

Centro storico e opere pubbliche. Polemica su certificato antimafia che non arriva.
“Bisognava ripopolare il centro storico e ci siamo riusciti, alla provvidenza sono iniziati i lavori con opifici artigianali con un parcheggio e una villetta. Abbiamo consegnato alla città, nei tempi, il parcheggio di via Medaglie d’Oro, oggetto appetibile di tutti, valutando che quella struttura può dare entrate per oltre settecento mila euro, tenendo una media bassa dei tagliandi. Quindi è alto l’interesse a gestire questa struttura fatta con i soldi della comunità europea. Questo è l’altro elemento. Non c’era nessun progetto che io abbia trovato, eccetto un semplice concorso di idee per la Grande Piazza, non c’era niente da finanziare come opere pubbliche con fondi della UE. Con l’assessore Giarratano e i dirigenti al ramo, abbiamo lavorato per un ufficio progetti. Ringrazio l’ingegnere Corvo, primo motore dell’ufficio insieme all’architetto Armando Amico. Oggi abbiamo progetti finanziati e prossimi all’appalto, altri appaltati, e non partono per il certificato antimafia. E’ assurdo che un comune come Caltanissetta che cambia modo di fare e non chiede soldi allo Stato, che ha lavorato con proprie risorse e della comunità europea, sia bloccato per un certificato antimafia.

“I lavori della Grande Piazza: piaccia o non piaccia, l’abbiamo ammodernata, non è solo la pavimentazione ma l’ammodernamento dei servizi, alcuni dei quali non c’erano come il sistema fognario. Dal 6 ottobre aspettiamo il certificato antimafia che mancava per un componente. Questo non può funzionare in un sistema Italia. Abbiamo lavorato per un effettivo rilancio della città, parliamo di opere già appaltate o realizza”.
“Per Sant’Anna, devo ringraziare Raimondo Torregrossa, che forse si è stancato di fare politica. Il progetto lo ha portato l’onorevole Torregrossa al mio studio, portando il bando che grazie all’ufficio tecnico e a un ingegnere di Catania, abbiamo fatto, come una scommessa. Oggi la città si ritrova in prossimità di appalto, perchè i soldi sono stati decretati dalla corte dei conti, sistemando quello che per 50 anni nessuno è riuscito a sistemare. Con un progetto diviso in due parti, tutto approvato.
L’attenzione agli investimenti è stata prioritaria. Chi investe cresce, non chi si indebita per pagare altri debiti. Certo ho dovuto e saputo dire di NO, e prendermi e farmi carico di un isolamento per dire di no. Però voglio ricordarvi di essere stato lungimirante, quando abbiamo deciso di iniziare i lavori pure nell’area cimiteriale, dove quattro imprese per due anni e mezzo hanno lavorato a costo zero per il comune. Si è dato lavoro e anche opere per la città, 10 mila loculi. Abbiamo 600 persone l’anno che passano a miglior vita quindi 10 mila loculi sono ovviamente superiori al fabbisogno, però lavoriamo in chiave futura e non solo, anche al presente perchè con maggiore offerta i prezzi diminuiranno per le famiglie che necessitano di acquistare un loculo”.

La Macchina amministrativa
“Ho trovato 8 dirigenti, 15 direzioni e 19 posizioni organizzative. Allora feci una scelta. Mi misi accanto un direttore generale, che conoscevo come lavorava. Grazie a Luciano Abbonato e alla sinergia degli assessori, oggi le direzioni sono sette e i dirigenti saranno sette. Stiamo facendo bandi di concorso affinchè la città abbia dirigenti e non la politica che mette a fare dirigenti persone che non lo sono. Il dirigente deve fare il concorso, come quello che abbiamo fatto per la Polizia Municipale, dove hanno partecipato 64 persone, e lo ha vinto l’attuale comandante Murizio Parisi.
Ho trovato un Ufficio legale con costi elevatissimi, quando ho deciso di istituire un ufficio avvocatura interno del comune, risparmiando due milioni l’anno è chiaro che divento la persona meno gradita e antipatica. Ma le cause venivano affidate sempre agli stessi professionisti, almeno quelle importanti”.
“Il nucleo di valutazione , i dirigenti devono concordare gli obiettivi, che devono conoscersi prima per il bene della città. La politica può fare tanto, ma la gestione, con il Testo unico, è dei dirigenti. Se il dirigente dice no, la politica dovrà assumersi responsabilità ingrate. Allora ho detto, cari dirigenti da ora, se realizzate gli obiettivi, il premio vi spetterà, altrimenti no”.

Solidarietà Sociale e ancora Ato rifiuti
“Nessuno sa che nella solidarietà sociale ci ritroviamo ad avere risorse e bandi di gara , ben nove in meno di tre anni per circa nove milioni di euro. Questo non è mai emerso. Dovremmo vedere quanto si faceva prima e si spendeva e quanti bandi di gara si facevano. Io avevo detto che mai ci sarebbe stato l’istituto della proroga quando finisce il progetto per il servizio sociale. Gli asili nido ad esempio erano stati gestiti per 20 anni dalla stessa società in proroga. Ma la norma dice che la proroga si può fare una sola volta. Fu questo che impose la guerra all’Ato CL1. Io ce l’avevo con l’istituto di proroga su proroga, e di costi che crescevano perchè dietro la proroga c’erano gli accordi”.
“in Questo comune, i bandi si facevano vuoto per pieno, c’erano o meno i servizi erogati, si pagava lo stesso. Questa mentalità l’ho cambiata. Il comune paga se il servizio lo eroga e quindi se la cooperativa lo eroga. Ma se i ragazzi non lo ricevono non verrà pagato. Questo è stato motivo di contenzioso che abbiamo vinto brillantemente con l’avvocato Stallone dello studio Pitruzzella. Parliamo di un avvocato oggi esperto dello staff del presidente della Repubblica. A me Stallone serviva per metterlo a fianco dei dirigenti e fargli vedere come si faceva”.
Quindi i ringraziamenti
Campisi ha ringaziato prima di tutti gli assessori della giunta. A suo fianco Laura Zurli, Gaetano Angilella, Carlo Giarratano, Peppe Firrone e Andrea Milazzo. Un ringraziamento a tutti i consiglieri, “ma soprattutto a quelli che mi hanno sostenuto con il loro voto con onestà e trasparenza. Ringrazio infine il mio amico Alessandro Pagano, che mi ha dovuto supportare e sopportare, sarà il tempo a dare il giudizio su questa collaborazione. Ringrazio chi mi ha aiutato come esperto, accettando un gravoso impegno con un compenso molto modesto. Prendono 1.500 euro al mese e ricordate che tutti gli atti sono su internet.
Grazie ai dipendenti comunali, tutti coloro che durante il mandato mi hanno collaborato. Ringrazio i giornalisti.

In ultimo, ringrazio tutti i nisseni, anche coloro i quali hanno promosso i comitati di quartiere, più per fini politici che per esigenze di quartiere, come dimostrano le candidature.

Non ripresento la mia candidatura a sindaco, convinto che l’area di centro destra deve essere unita per vincere. Troppi generali e soggetti che si autoproclamano per partecipare ai tavoli delle scelte, magari animati da interesse personale. Non ci sto, la politica è una cosa seria. Quando si parla di nomi e non di uomini abbiamo perso in partenza”.

Poi è scoppiata, forte, veemente, la protesta di Rmi e di altri soggetti scontenti, alcuni con gravi problemi economici, che imputano a Campisi la responsabilità della loro condizione. Ma di questo parliamo in un altro articolo .

 

 

 

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