"Cambiavento", il teatro che fa condividere emozioni a pubblico e attori

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Se è vero che alle emozioni non si comanda, è altrettanto vero che, se si trova la formula giusta,  si possono raccontare. È quello che hanno fatto, con lo spettacolo “Cambiavento”, gli artisti della compagnia “Ccu ‘i pedi di fora”, sabato 29 marzo in un teatro Margherita insolitamente stracolmo compreso  il loggione, in genere snobbato. “Cambiavento – ci dice la Josephine Giadone fondatrice della compagnia –  è uno spettacolo con cui abbiamo deciso di portare in scena le nostre vite
attraverso una tecnica che si chiama teatrodanza. Non abbiamo una tecnica precisa ma ci affidiamo alle emozioni e le traduciamo in gesti”
.

Ascolta l’intervista a Josephine Giadone

Attraverso questi gesti e movimenti abbiamo vissuto anche noi le emozioni raccontate da un gruppo di artisti appassionati, 13 ballerine e due presenze maschili oltre ad un nutrito gruppo di musicisti. Uno spettacolo elegante, coinvolgente, belle le musiche ed i tantissimi costumi, sapiente la regia assistita da Ludovica Vaccaro che, spesso,  ha un po’ cambiato le consuetudini facendo entrare e uscire gli artisti non dalle quinte bensì dalla porta d’ingresso del pubblico attirando la sua attenzione e coinvolgendolo.

È stato lo zampognaro Giuseppe Zuccarello, entrando –  come dicevamo –  dall’ingresso riservato al pubblico, a creare subito l’atmosfera magica dello spettacolo ed a stupire i presenti. Spettacolo che sin dall’inizio lasciava presagire un successo così come in realtà è stato. A questo ha contribuito anche il noto cantastorie Nonò Salomone alternando a storie tristi anche storie leggere, tratte dalla quotidianità, che hanno divertito il pubblico. Non possiamo non citare il bravo Bruno Pio Sari che, sul palcoscenico,  armato di fotocamera e con movimenti studiati e flemmatici, si aggirava in mezzo alle ballerine, come un intruso,  scattando loro innumerevoli fotografie ma non per ottenerne un ricordo della serata ma per cercare – come ci ha poi detto lo stesso artista – di fotografare le emozioni quasi fossero dei soggetti che i movimenti delle ballerine rendevano visibili.

Ascolta le interviste alle ballerine Chiara Di Stefano e Ivana Bellomo

 “Aspettavamo questo momento da tanto tempo – ci dice la ballerina Chiara Di Stefano – e dopo la prima esibizione del 5 ottobre scorso, c’è sempre stata tanta aspettativa nei confronti di questo spettacolo…”.“La passione per questo spettacolo – ci dice Ivana Bellomo, altra brava ballerina della compagnia –  nasce dal nostro desiderio di esprimere attraverso il nostro movimento le emozioni, l’universo femminile, frammenti di storie nostre e della donna in genere…”

Bellissima la scena finale dei musicisti sul palco e la gente in platea in piedi ad applaudire.

Ascolta il “fotografo di emozioni”Bruno Pio Sari

Abbiamo visto, quindi,  una grande passione nelle ballerine, abbiamo visto eleganza nei loro movimenti ed abbiamo anche apprezzato il loro affiatamento. Ma abbiamo anche visto i loro occhi lucidi dalla gioia quando, alla fine dello spettacolo, prima ancora di tornare nei camerini a rivestirsi, si intrattenevano con il pubblico che voleva complimentarsi per uno spettacolo fuori dagli schemi emozionante ed intrigante. E se il pubblico ha sentito il bisogno di fermarsi ancora qualche minuto per complimentarsi con gli artisti, Josephine Giadone in testa,  questo può significare solo una cosa: che uno spettacolo, quale che sia il suo genere, quando è ben fatto ed ha come nutrimento l’amore per il teatro, riesce sempre a catturare l’attenzione del pubblico che, in fondo, non vuole altro.

30 marzo 2014

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