Caltanissetta, venti ore per domare l’incendio di via Xiboli: la lunga giornata dei vigili del fuoco

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Hanno impiegato venti ore in tutto per spegnere il vastissimo incendio che ieri, ancora una volta, ha interessato le campagne di via Xiboli. Un lavoro instancabile quello dei vigili del fuoco di Caltanissetta e degli operai del corpo forestale che, nonostante ore e ore di lavoro con un caldo massacrante, hanno fatto sì che alla fine nessuno si facesse male o finisse per avere qualche malore. L’incendio di ieri pomeriggio ha avuto inizio alle 14.40 e soltanto questa mattina, attorno alle 9, è stato spento dal tutto. Alcuni dei vigili del fuoco sono rimasti in servizio per l’intero arco di tempo, altri sono riusciti a dare il cambio. Ognuno di loro dedito al lavoro e instancabile. Questa mattina i volti stanchi, anneriti, ma soddisfatti per avere ancora una volta, eroicamente, aiutato il prossimo e messo in sicurezza ognuno di noi.

“L’incendio è stato controllato anche grazie al supporto dei canadair – ha spiegato Michelangelo Saporito (nella foto), direttore coordinatore del comando provinciale dei vigili del fuoco di Caltanissetta – e in maniera congiunta con le squadre della Forestale. Il problema vero è stato il proseguimento dell’intervento che è diventato sotterraneo. Nel senso che tutti gli apparati radicali delle piante ad alto fusto, che erano state originariamente tagliate, e sulle quali era stato successivamente realizzato un terrapieno, per l’eccessivo surriscaldamento, sono andate in combustione covante con un una emissione notevolissima di fumo che è tipica delle emissioni in fase covante. Questo problema ha reso indispensabile il ricorso all’evacuazione delle famiglie che occupavano le abitazioni limitrofe alla zona interessata e c’è voluta una notte intera per andare a ‘scoperchiare’ tutta la parte di combustione che avveniva sottoterra, in carenza di ossigeno, dell’apparato radicale e di tutto il materiale ligneo sommerso da questo terrapieno artificiale. Per le operazioni sono state impiegate due squadre, con 10 unità, che per tutta la notte si sono adoperate per aprire dei varchi operativi per far penetrare l’acqua per il raffreddamento e il definitivo spegnimento. Il tutto è stato fatto durante la notte con grande fatica ma poi la soddisfazione alle prime luci dell’alba di poter dare il via libera per il rientro delle 22 famiglie”.

Queste ultime erano state evacuate la sera prima. Alcuni  nuclei familiari hanno dormito presso i propri parenti altri sono stati accolti dalla Croce Rossa. Si tratta del secondo incendio in soli due giorni e non è la prima volta che quella zona viene interessata da episodi di tale gravità.

“Si tratta di una zona ahimè sventurata nel senso che sistematicamente, ciclicamente, con cadenze molto ravvicinate – continua Michelangelo Saporito – quel territorio è scenario di incendi di questo genere. Questa volta si è avuta questa ulteriore difficoltà che ho descritto ma in passato vi sono stati altri scenari particolarmente complessi. Certo è che un fenomeno combustivo all’aperto non è riconducibile ad accidentalità o fenomeni di autocombustione. Cercare una causa in un incendio di questo tipo è estremamente difficile. Rimane il fatto che un primo intervento era stato fatto l’altro ieri e un secondo reiniziato nel primo pomeriggio di ieri suggeriscono una maggiore attenzione da parte degli addetti ai lavori di vigilanza dinamica. Ma questo anche da parte di tutti i cittadini, nel senso che una maggior attenzione civica alla cosa pubblica potrebbe essere utile. Se i cittadini per esempio si accorgono di un’autovettura che non è della zona e passa troppo spesso, o di un comportamento strano o di qualcuno che a piedi si aggira in maniera sospetta, la segnalazione può essere d’aiuto. Però ripeto sono tutte quante ipotesi che lasciano il tempo che trovano fino a quando non si riesce a trovare la mano che provoca questi incendi”.

(nella foto alcuni dei vigili del fuoco impegnati nello spegnimento dell’incendio)

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