Da Caltanissetta un esercito di laureati e disoccupati per fare i bidelli precari al Nord

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Ci sono docenti non di ruolo, moltissimi laureati giovani e meno giovani, disoccupati, precari e casalinghe, ex operai che hanno perso il posto. Un esercito di aspiranti a una supplenza da bidello nella scuola o di assistente di segreteria. Scadono il 30 ottobre le domande di partecipazione al bando triennale Ata 2017, attraverso cui è possibile individuare una provincia in cui chiedere l’immissione in graduatoria di terza fascia per una supplenza.

14llj0lSono attese due milioni di domande per un esiguo numero di posti, peraltro tutti al nord Italia. I primi ad essere chiamati, infatti, saranno coloro che sono iscritti in prima e seconda fascia, ovvero lavoratori già precedentemente iscritti e quindi con un punteggio alle spalle. Chi si inserisce per la prima volta in graduatoria di terza fascia può solo sperare in brevi supplenze. Eppure il via vai dai centri servizi e nei sindacati per avere consigli e istruzioni su come presentare la domanda, da parte di aspiranti di tutte le età (giovani e ultracinquantenni), è continuo. La Flc Cgil di Caltanissetta, da settimane ha aperto le porte a iscritti e aspiranti collaboratori scolastici per formulare la domanda e dare consulenze, così hanno fatto anche patronati e altri sindacati. Forse esistono anche centri servizi nati come funghi in poche settimane e dalle sigle sconosciute che si approfittano facendo pagare da 30 a 50 euro per la consulenza.

Collaboratore scolastico, collaboratore tecnico, cuoco e assistente amministrativo sono i profili per cui fare domanda. Ma le speranze sono poche e coloro che saranno chiamati per una supplenza dovranno spostarsi a duemila chilometri di distanza.

Entro il 30 ottobre bisogna inviare il plico ad una scuola capofila con la quale si sceglie la provincia di destinazione. Successivamente, entro novembre, il Ministero emanerà le date per fare la scelta delle 30 scuole in cui è possibile fare richiesta. Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna le mete più gettonate dove si ipotizza vi siano più posti.

“Le richieste di consulenza sono tantissime, in tutta Italia si stimano due milioni di domande a fronte delle 800 mila per i docenti. Ci sarà un aggravio enorme di lavoro per le segreterie scolastiche e non sono garantiti i tempi per l’efficacia della graduatoria. Sicuramente se ne parlerà in primavera inoltrata”, spiega Alberto Musca segretario provinciale Flc Cgil di Caltanissetta.

In provincia di Caltanissetta le richieste superano quota tremila ed è solo una stima provvisoria per difetto. Vista l’affluenza continua nei centri servizi e presso i sindacati, questa quota è destinata ad aumentare, forse a raddoppiarsi. I giovani siciliani sono diventati un esercito di aspiranti collaboratori scolastici, un tempo chiamati bidelli, segno di una crisi che la campagna elettorale non riesce neanche a sfiorare, figuriamoci a racontare.

“Abbiamo intensificato e aperto altri punti di consulenza nelle varie province, garantendo l’apertura tutti i giorni, sabato incluso, per non parlare di continue richieste di chiarimenti per via telefonica”, spiega Musca per dare la misura del fenomeno.

Tante richieste senza speranza alcuna di un lavoro, è l’amara constatazione. “E’ molto difficile – spiega il sindacalista -che queste richieste siano accolte per lavorare, poichè si tratta di domande di terza fascia, quando esistono una graduatoria di prima e seconda fascia che nelle regioni del sud sono già molto affollate. In Sicilia è praticamente quasi impossibile”.

Migliaia di persone pronte a spostarsi al nord per una supplenza breve, che significa spendere più di quanto si guadagna, ma disposti a farlo con il miraggio di un posto fisso, magari in futuro.

“Ho detto chiaramente che presentare domanda in provincia di Caltanissetta o in Sicilia ovvero non presentarla è la stessa cosa. Amaramente dobbiamo dire che se c’è una possibilità di poter avere qualche supplenza bisogna andare nelle regioni del nord. Più si scende e più si restringono le possibilità. Anche perchè su questa categoria c’è la scure che ha imposto la legge finanziaria 2015 che impedisce supplenze brevi inferiori alla durata di un anno nei profili di assistente amministrativo e tecnico,”. Supplenze brevi sono invece possibili per i profili di collaboratore scolastico in quanto intervengono parametri di sicurezza e vigilanza da far rispettare nelle scuole. In altre parole non si possono lasciare i posti vacanti.

Sono centinaia i laureati che presentano domanda. Alcuni si limitano a barrare con una X il solo profilo di “assistente amministrativo”, ma sono pochissimi. La maggior parte concorre anche per collaboratore scolastico. Un lavoro più che dignitoso, ma per chi ha investito negli studi è una resa. 

“Purtroppo – spiega ancora Musca – è ridotto al lumicino il numero di coloro che si presentano con la laurea e, alla nostra domanda se intendano presentare istanza anche per collaboratore scolastico, dicono di no per una sorta di orgoglio. La maggior parte dice si, e questo ci fa capire lo stato in cui si vive. Per non parlare di casalinghe che sperano di potersi ineserire con la licenza media, cosa che non è piu possibile. Ultimamente curo la sede di Gela e lì la chiusura dello stabilimento la si constata anche su questo. Molte persone che prima lavoravano oggi cercano un’ancora di salvezza in questa domanda, e sono tantissime le persone che non percepisocno neanche più la disoccupazione e sperano in questo sbocco. Anche se, ad una certa età, pur di lavorare, smembrare la famiglia è difficile”

Moltissimi laureati che si sono presentati nei patronati e nei sindacati per la domanda Ata sono gli stessi che qualche mese addietro avevano fatto domanda per inserimento in graduatorie di terza fascia per docente. Un fenomeno tutto nisseno e siciliano. “Ci sentiamo con i colleghi del nord, anche lì c’è affluenza, ma non è paragonabile a quella che si verifica da noi. Quindi ci sarà l’ennesimo esodo verso il nord”.

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