Caltanissetta, sindacati di Polizia Siulp, Sap e Fsp esprimono malumore per le politiche del personale

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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dei sindacati di polizia SIULP, SAP, FSP a firma dei segretari Giugno Patrizio, Natale Vito, Fazzi Fabio.

Le scriventi OO.SS., che rappresentano la maggioranza degli iscritti della Provincia, comunicano con estremo rammarico che, per la prima volta nella storia della Polizia di questa Provincia, non hanno inteso partecipare alla celebrazione di San Michele Arcangelo, Santo Patrono della Polizia di Stato.

Questa sofferta decisione si è resa necessaria per ribadire a Lei, ancora una volta, il grave stato di malessere e disagio venutosi a creare e diffusosi negli ultimi mesi, tra la generalità dei dipendenti della Polizia di Stato della Questura di Caltanissetta.

La perdurante mancanza di considerazione nei confronti dei diritti dei poliziotti è culminata, ultimamente, in una inusitata azione punitiva, realizzata mediante l’avvio di numerosi procedimenti disciplinari, trasferimenti d’Ufficio e richieste di chiarimenti il cui unico fine risiede nello svilire e demoralizzare il personale.

E’ d’obbligo rammentare, che l’esclusiva finalità dell’azione disciplinare e dei trasferimenti sono quelli di garantire il buon andamento della Pubblica Amministrazione, reprimendo, quale “extrema ratio”, comportamenti e condotte obiettivamente incompatibili con l’adempimento dei compiti e dei doveri istituzionali.

Ultimamente, tuttavia, i suoi strumenti fino ad oggi adottati alla Questura di Caltanissetta, vengono intesi come strumenti per far leva ad una gestione finalizzata a reprimere eventuali forme di dissenso se non addirittura a vessare indiscriminatamente i dipendenti, con il solo risultato di creare un assurdo e ingiustificato clima di paura, demotivazione e diffidenza.

Questo modello di “punizione a prescindere”, svincolato dalla preventiva azione di educazione e di coinvolgimento del personale nelle dinamiche lavorative, produce come unico risultato quello di demotivare il personale, affliggendo insensatamente coloro che hanno già molti anni di servizio e producendo l’ancora più grave disaffezione a danno di quei giovani colleghi che hanno appena iniziato la propria carriera nella Polizia di Stato.

Per questo motivo, non solo a difesa dei lavoratori, ma anche nell’interesse stesso dell’Amministrazione e a tutela della sua immagine pubblica, non possiamo esimerci dal manifestare, in maniera inequivocabile, la netta presa di distanza dall’attuale gestione del personale che ha creato un crescente clima di tensione sempre più palpabile fra gli appartenenti alla Polizia di Stato della Questura, che oltre a dover gestire situazioni di servizio sempre più complesse e sacrificanti, soprattutto in un momento di eccezionali contrasti e tensioni sociali che spesso degenerano anche in violenze e aggressioni fisiche, sono costretti a vivere e operare in un contesto degno delle peggiori “purghe” dittatoriali.

Riteniamo che il personale esterna il meglio delle proprie capacità lavorative se gestito e guidato con autorevolezza e non certo con autorità!

Caltanissetta, 29 settembre 2020

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