Caltanissetta, il prefetto consegna le medaglie d’onore a sei cittadini deportati nei lager nazisti

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Questa mattina, in occasione delle iniziative celebrative della Giornata della Memoria, presso il Palazzo di Governo, si è tenuta la cerimonia di consegna da parte del prefetto Maria Teresa Cucinotta di sei medaglie d’onore conferite dal presidente della Repubblica a cittadini della provincia deportati ed internati nei lager nazisti e destinati ai lavori forzati per l’economia di guerrra. Le medaglie d’onore sono state consegnate a:

Calogeo Giardina (Mussomeli), nato a Mussomeli nel 1920, arruolato nel 101° Reggimento Fanteria, mentre si trovava in Grecia, il 9 settembre 1943, venne fatto prigioniero dai nazisti. Deportato in Germania venne destinato al lavoro coatto presso le miniere di Stammlager. Fece ritorno a casa grazie alla liberazione avvenuta da parte degli anglo-americani.

Domenico Gaeta (Vallelunga Pratameno), appartenente alla 232° Brigata Fanteria mentre si trovava sulla frontiera greco-alabanese, il 25 settembre del 1943, è stato catturato dai tedeschi e destinato al lavoro nei campi di Dinslaken, in Germania. Fece rientro in Italia ben due anni dopo, alla fine del conflitto mondiale. Il prossimo 13 febbraio compirà 100 anni. Ritira la medaglia la nipote Liboria Gaeta.

Le medaglie d’onore in memoria sono andate a:

Salvatore Giujusa (Mazzarino), arruolatosi nell’Arma dei Carabinieri il 13 giugno 1938 venne assegnato al Comando di Legione di Trieste. Un anno dopo l’armistizio firmato dal governo Badoglio, l’arma dei carabinieri venne sciolta. Schieratosi nelle file dei partigiani venne fatto prigioniero il 28 settembre del 1944 in territorio Monte Croce, in Trentino, e deportato nel lager di Dachau in Germania. Fece ritorno a casa grazie alla liberazione avvenuta da parte degli anglo-americani quando già si trovava insieme ad altre 80 persone davanti ad un forno crematorio. A ritirare la medaglia la figlia Maria Giujusa.

Giuseppe La Rosa (Riesi), appartenente all’84° Reggimento Fanteria, mentre si trovava in territorio balcanico, il 22 aprile del 1944 fu fatto prigioniero dalle truppe tedesche e deportato in Austria. Fu internato presso il lager di Mathausen. Fece ritorno a casa grazie alla liberazione avvenuta da parte degli anglo-americani. A ritirare la medaglia la figlia Maria Rosalia La Rosa.

Salvatore Terranova (Riesi), appartenente al 72° reggimento Fanteria della Puglia, mentre si trovava in Albania, il 9 settembre 1943 venne catturato dai tedeschi e deportato in Germania nel campo di Fallingbostel. Fece ritorno a casa alla fine del conflitto mondiale. A ritirare la medaglia la figlia Maria Pia Terranova.

Paolino Salamone (Sutera), appartenente al 225° reggimento Fanteria, mentre si trovava sul fronte Greco-Albanese l’9 settembre 1943 venne catturato dai tedeschi e deportato in Austria e destinato al lavoro coatto presso il campo di prigionia Wels. In data 31 maggio 1944 resta vittima durante una incursione aerea alleata. E’ sepolto in Austria nel Cimitero Italiano di Guerra di Mathausen. A ritirare la medaglia la nipote Maria Grazia Tona.

“Quest’anno è stato davvero un momento emozionante – ha detto il prefetto Maria Teresa Cucinotta – sia per il numero di insigniti sia perché abbiamo con noi un reduce di ben 97 anni e quindi questo ancora di più ci ha emozionati perché le testimonianze vanno ascoltate, maturate e conservate, perché non si ricada più in situazioni come quelle che hanno portato alle leggi razziali e allo sterminio di milioni di persone. E’ un lavoro che deve fare ognuno di noi nella propria vita quotidiana, essere sentinelle della propria democrazia ed evitare ricadute su qualsiasi forma di discriminazione razziale e non, tra cui rientra per esempio anche il bullismo. E quindi dobbiamo essere tutti attenti a preservare la nostra democrazia”. In merito all’immigrazione e all’accoglienza nella nostra città il prefetto ha aggiunto: “Un plauso va alla tolleranza che regna nella nostra provincia e che esalto in ogni occasione e che sarà favorita a tutti i livelli, anche dal lavoro svolto nelle scuole che formano le nuove generazioni ai migliori valori della nostra democrazia che ha valori straordinari e sempre attuali”.

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