Caltanissetta, “più Citta” attacca Ruvolo e giunta: “Partecipazione e centro storico i due cavalli zoppi di questa amministrazione”

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Pubblichiamo di seguito una nota a firma dell’associazione “più Città” in merito all’Agenda Urbana:

In data 4 ottobre, l’associazione piùCittà ha richiesto al Sindaco e alla Presidentessa del Consiglio Comunale la convocazione di un incontro pubblico riguardante la pianificazione degli interventi relativi al finanziamento da 22.mll di euro previsto con Agenda Urbana. Le motivazioni di questa richiesta partivano dalla necessità di sanare un incomprensibile vulnus che l’amministrazione ha creato nel non costituire e coinvolgere, come da obbligo di legge, i comitati consultivi per condividere l’indicazione delle priorità e criticità a fronte delle misure attivabili. L’associazione intendeva portare – quanto meno dentro l’aula consiliare, ove sono presenti i rappresentanti della cittadinanza – un dibattito informativo e, se ancora possibile, propositivo. Soltanto un’altra forza politica ha sentito la necessità di far scattare questo allarme, ma ad oggi non abbiamo alcuna risposta ufficiale.

Nella lettera inviata al Sindaco e alla Presidentessa partivamo da una premessa: il Consiglio Comunale nisseno, con propria delibera del 11.3.2013 istituzionalizzò la Carta del Rischio degli immobili in pessimo stato presenti nel Centro Storico di Caltanissetta. A quella data i soli interventi di messa in sicurezza sul patrimonio pericolante ammontavano ad € 18.251128,26 circostanza che obbligava a considerare il Centro Storico non solo come bene culturale, ma anche come emergenza sociale abitativa e di protezione civile. Le Amministrazioni, negli anni futuri, avrebbero dovuto allocare prioritariamente le risorse finanziarie provenienti da programmi di investimento regionali, nazionali e comunitari all’interno del centro storico di Caltanissetta. A maggior ragione tale necessità, prima che sensibilità, avrebbe dovuto essere avvertita da questa Amministrazione che ha fatto della riqualificazione del Centro storico uno dei suoi cavalli di battaglia. Nella richiesta chiedevamo se e quanto «di dette risorse siano state destinate ad interventi strutturali di riqualificazione del centro storico e dei beni comuni, interventi troppo spesso declamati, ma scarsamente praticati».

Ripetiamo: ad oggi non sappiamo se tra gli obiettivi tematici che si è ritenuto di sviluppare nella totale autoreferenzialità vi sia il centro storico cittadino. Invece, al contrario, elenchiamo almeno due elementi che testimoniano l’abbandono reale e percepito: l’ANSA ha diffuso in data 11 ottobre 2018 una “Lista rossa” dei 350 luoghi e monumenti italiani bisognosi di tutela segnalati da Italia nostra onlus e tra questi figura il centro di Caltanissetta. In più si è appreso dalla stampa che l’ultimo bando di programma integrato del maggio scorso è andato deserto per la parte attinente le proposte di realizzazione di alloggi attraverso la riqualificazione dell’edilizia del centro storico nisseno. Tale condizione svela un preoccupante disinteresse dei privati al recupero del patrimonio edilizio del centro storico, solo recentemente sopravvenuto, stante che i precedenti bandi di riqualificazione sono stati, invece, oggetto di diverse proposte.

A fronte di due cavalli zoppi, anzi azzoppati, partecipazione e centro storico, non possiamo non prendere atto che davvero è ora di comprendere che non basta declamare buone idee se gli atti amministrativi e politici non ne sono una traduzione. Ci sarà la possibilità di intervenire quanto meno sui progetti definitivi, per non disperdere risorse necessarie come l’aria? Noi speriamo di sì, non è più questione del solo centro urbano: l’intera città è fragile e non merita questo collasso.

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