Questa settimana ha risposto alle nostre domande Giuseppe D’Antona, Presidente della Pro Loco di Caltanissetta. Dal 2005 al 2008 assessore alla provincia regionale di Caltanissetta, D’Antona è al secondo mandato alla guida della Pro Loco nissena.

La realtà delle Pro Loco ha una lunga storia maturata nei decenni scorsi. Associazione locale a servizio del territorio, la Pro Loco di Caltanissetta come declina le proprie finalità statutarie?

Le Pro Loco sono associazioni senza scopo di lucro che operano per lo sviluppo del territorio e del turismo locale. Hanno origine dalla costituzione della prima Pro Loco nel 1881 nel Trentino, a Pieve Tesino, ed a Caltanissetta venne costituita nel 1957. Sin dalla loro nascita se ne capì l’importanza e furono dapprima sottoposte alla vigilanza del Ministero degli Interni e successivamente il controllo fu affidato alle Regioni. La peculiarità delle Pro Loco, la cui presenza è registrata in un apposito albo regionale, sta proprio nel proprio status che le consente di collaborare con gli enti pubblici, anche con affidamento di gestione di beni o previo rilascio di appositi contributi. Oggi, le Pro Loco operano sotto il controllo degli Uffici Turistici Regionali a cui sono obbligati ad inviare i propri bilanci e sono associate su scala nazionale all’UNPLI. A Caltanissetta, la Pro Loco è sempre stata presente e particolarmente attiva. Molti ricorderanno la Fiera Centro Sicula organizzata dalla Pro Loco e la sua presenza in tutte le manifestazioni, religiose e non, che si svolgevano in città, settembre nisseno compreso. Si operava in stretta collaborazione con l’Ente Provinciale Turismo e riceveva da questo, e da tutti gli enti locali, cospicui contributi. Ai nostri giorni, con la chiusura delle provincie regionali, dell’EPT, con le scarse risorse comunali, le Pro Loco vivono un momento di grande difficoltà. Le risorse finanziarie sono costituite dalle quote che versano i soci e dal tesseramento UNPLI – PRO LOCO che consente di usufruire di notevoli sconti a livello nazionale e locale presso attività commerciali di vario genere. Nonostante ciò, riusciamo a tenere aperto il Punto Informativo IAT ubicato nell’ex Circolo dei Nobili, locali dati in comodato dal Comune, grazie alla collaborazione dei giovani del servizio civile che sono un costo per l’associazione, ma ci consentono di offrire una presenza costante di informazione turistica e di dedicarci alla valorizzazione di Palazzo Moncada, oggi galleria Civica d’Arte, con la cura del Museo Tripisciano e la collaborazione alla riuscita degli eventi che in questa si svolgono. Il tutto regolato da un protocollo d’intesa stipulato con il Comune. Tantissimi anche gli incontri culturali al Punto Informativo. Attività che hanno fatto sì che i nisseni ci seguano anche attraverso il nostro sito internet, le due pagine Facebook a noi intestate ed una locandina che riporta settimanalmente gli eventi in programma nella nostra città. Dunque i cittadini, possono acquisire una perfetta conoscenza di quali sono gli eventi significativi che si svolgono giornalmente in città. Ovviamente, sono informazioni che riceviamo e se non ci vengono trasmesse non possiamo evidenziarle. Significativa l’attività di coinvolgimento delle scuole superiori nei progetti di Alternanza Scuola Lavoro che hanno consentito ad un gran numero di studenti di avvicinarsi al mondo del turismo imparando a conoscere le bellezze che si trovano nella nostra città e quanto ruota attorno al mondo turistico. Un ruolo importantissimo ha avuto la prof.ssa Rosanna Zaffuto Rovello che, da responsabile culturale della Pro Loco, cura i progetti dei giovani del Servizio Civile e partecipa in qualità di Tutor. Costante la collaborazione con l’Ufficio Turistico Regionale che rimane per noi un partner privilegiato. Questo il nostro ruolo che ritengo svolgiamo decorosamente grazie anche all’aiuto di tanti privati e di giovani volontari.

 Siete attivi tramite progetti volti alla promozione culturale, sociale e turistica della comunità nissena. Potresti presentare le vostre attività più significative?

Non c’è dubbio che il turismo nella nostra città è stata una scommessa e rimane uno dei segmenti economici su cui puntare. Un servizio significativo viene svolto dall’Info Point – IAT, presso l’ex Circolo dei Nobili in Corso Umberto, che con i giovani del servizio civile, giornalmente – domeniche e festivi compresi – riesce a intrattenere turisti, soprattutto stranieri, in visita nella città. È importantissimo per il visitatore trovare un ufficio turistico attrezzato a dare tutte le informazioni necessarie e noi, in questo, siamo all’avanguardia. Sul piano esterno, partecipiamo a tutte le manifestazioni più significative sul turismo e recentemente siamo stati presenti anche alla Borsa del Turismo di Milano al fine di dare rilievo alla nostra città e farla conoscere. Diverse le attività e gli incontri atti a pubblicizzare il nostro territorio, a partire dalla gestione della VARA all’EXPO di Milano che, a mio parere, è stato un punto di forza per fare conoscere Caltanissetta grazie anche al concorso TASTE&WIN, “fatti un selfi con la Vara e vinci un soggiorno per la Settimana Santa di Caltanissetta”, che ha fatto sì che sui motori di ricerca Caltanissetta è passata da penultima al terzo posto. Questo nuovo modo di comunicare e di promuovere il territorio ha fatto premiare la Pro Loco nissena allo SMAU 2016 per via del nuovo e innovativo modo di comunicare. Concorso che, grazie alla continua collaborazione di privati, è stato tenuto in vita per la Settimana Santa e per la Tappa del Giro d’Italia. Un successo della città che ha visto un incremento esponenziale di turisti e la nascita di un numero sempre crescente di offerta di posti letto. Certamente occorre fare tanto altro, ma la mancanza di risorse e spesso di collaborazione da parte degli enti locali, frena la nostra potenzialità. Sul piano locale, in occasione del centenario dalla morte del nostro grande concittadino Michele Tripisciano sono state coinvolte tutte le scuole del nisseno per fare conoscere lo scultore e con la Scuola Alberghiera si è realizzato il progetto “Il gusto ai tempi dei Moncada”. Progetti che hanno coinvolto la città facendo conoscere Palazzo Moncada, il Museo Tripisciano ed i Moncada che governarono la città dal 1407 al 1812. Abbiamo più volte attivato progetti con le scuole superiori stipulando accordi di Alternanza Scuola Lavoro. Di grande importanza è la partecipazione annuale alla manifestazione “Famiglie al Museo” che si svolge ad ottobre e che vede interessati un gran numero di alunni delle secondarie e delle loro famiglie. La Pro Loco collabora costantemente con le varie associazioni durante la settimana santa e per un periodo ha organizzato gli eventi estivi e quelli natalizi. Ha riscosso grande successo il concerto dei “Rondo siciliani” tenutosi nella chiesa Cattedrale nel gennaio del 2016. Collaboriamo con svariate associazioni radicate nel territorio, quali Alchimia, il Rotary Club ed il Lions e con vari enti come l’ASL. Grazie al Rotaract, che ha donato dei testi turistici in Braille, siamo riusciti a fare incontri con gli aderenti all’Associazione Sordomuti. Di grande rilievo l’intesa con il locale Istituto “Vincenzo Bellini” con il quale è stato stipulato un protocollo insieme al Comune che ha permesso di realizzare eventi di grande spessore, quale il concerto del giugno del 2016 al redentore in occasione della Festa Europea della musica e tantissimi concerti a Palazzo Moncada, nel periodo invernale, e nell’atrio della Biblioteca Scarabelli in estate, oltre a svariati concerti al teatro Margherita. Attività che proseguono ancora oggi e che sono in crescendo. Abbiamo patrocinato eventi di ogni genere, dalla presentazione di libri a mostre di pittura a manifestazioni sportive. Da qualche anno collaboriamo con l’Aci in occasione della Gara in Salita di Capodarso valevole per il Campionato Italiano di Cronoscalate.

Quali caratteristiche assumerà l’impegno della Pro Loco a Caltanissetta nei prossimi anni?

Le Pro Loco recitano nel territorio un ruolo importantissimo riconosciuto dalle norme e sono, generalmente, in stretta collaborazione con gli enti locali particolarmente con i comuni. Dalla loro fattiva collaborazione può dipendere la qualità degli eventi offerti ai cittadini. È ovvio che ove viene a mancare questa collaborazione, la Pro Loco si adegua alle proprie risorse e chiede il sostegno ai volontari per non far mancare il suo contributo di presenza e di contatto con la cittadinanza. Continueremo senza dubbio a garantire l’informazione turistica e per quanto possibile, in mancanza di un intervento pubblico, realizzeremo delle stampe di cartine e descrizioni illustrative delle realtà monumentali presenti in città e di cui siamo carenti chiedendo la collaborazione a privati cittadini. La valorizzazione del Palazzo Moncada, Galleria civica d’Arte, è una nostra missione sin quanto avremo la gestione del monumento. Il sito si presta ad importanti manifestazioni di rango almeno regionale ed in questa direzione ci stiamo muovendo. Sono in programma mostre di grande livello, ne cito una per tutte, una mostra sul futurismo che vedrebbe la partecipazione dell’Assessorato Regionale al Turismo, le soprintendenze di Enna e Caltanissetta, il comune di Villarosa che diede i natali a D’Anna, mostra la cui curatrice è la Prof.ssa Maria Teresa Ruta. Metteremo presto in cantiere dei percorsi turistici mirati che faranno da polo di attrazione dei tanti turisti che visitano la nostra città e soprattutto cercheremo di esportare sempre con più vigore il nome della nostra città all’esterno, rendendola visibile soprattutto sui social. Puntiamo essenzialmente sul concorso Taste&Win da noi appoggiato con il finanziamento della società Uno&Uno che ha dato tanta visibilità a Caltanissetta. Un concorso che porteremo in punti strategici del Paese per creare una rete virale che metta nelle condizione il turista di visionare sul web le nostre offerte. Non mi stancherò mai di sottolineare che abbiamo grandi potenzialità. Musei importanti nel loro genere che occorre fare conoscere. Una storia di tutto rispetto che abbraccia l’arte contadina e quella mineraria. Chiese e monumenti di grande spessore culturale. Compete a noi divulgare i nostri paesaggi, i nostri cibi, i nostri dolci e la nostra cultura. Caltanissetta, per la sua centralità, può diventare attrattiva. La nascita di tanti B&B dimostra che i privati hanno intravisto una attività economica di rilievo quindi occorre lavorare per favorire l’accoglienza. Il portale della Pro Loco può essere un riferimento di qualità per il settore turistico. I privati possono aggregarsi e farne strumento proprio di lavoro. Noi ci siamo, nel tentativo di essere orecchio e bocca della città. Molto si può fare e qualcosa si è fatto. Non siamo all’anno zero e ritengo che la scommessa di cui ho parlato prima, quella del turismo come leva economica, può essere vinta. Noi siamo della partita.

Dal peculiare osservatorio della Pro Loco si può notare come Caltanissetta sia una città ricca tanto di risorse positive operanti in vari settori quanto di emergenze più o meno conosciute dai cittadini. Secondo te, la politica locale su quali temi dovrebbe concentrare maggiormente la sua attenzione?

Parlare di politica oggi è una cosa assai complessa. Specialmente per uno come me che viene subito etichettato e data la mia età, considerato superato. Non voglio però sfuggire alla domanda né da presidente della Pro Loco né da cittadino. Partirei da un recente accadimento: la presentazione del libro di Buttafuoco alla Biblioteca Scarabelli nei mesi scorsi. Un interessante incontro pieno di presenze qualificate. Sindaci, assessori, segretari di partito, naturalmente di tutte le aree, tutti ad applaudire Buttafuoco quando parlava sarcasticamente dei mali della Sicilia. Tutti spettatori divertiti come se le responsabilità dello status quo fossero di altri. Ebbene, questa è la cosa che più mi preoccupa. L’incapacità di capire dove la nostra generazione ha sbagliato, se ha sbagliato, ma soprattutto la mancanza della proposta. Tutti siamo oggi contro tutto. Ritengo questo atteggiamento sbagliato e poco maturo. È, purtroppo, un dato culturale negativo difficilmente colmabile. La politica ha sì una grande responsabilità, ma ognuno di noi ne possiede una parte. Il politico elabori progetti e programmi e il cittadino segua il suo lavoro per poterlo poi giudicare con il voto, ma faccia la sua parte di membro attivo che non sporca le strade, che non parcheggia in tripla fila o che per saltare la fila si rivolge all’amico di turno. Nella crisi di sistema, Caltanissetta ormai da tempo vive una difficoltà difficilmente superabile. La chiusura delle miniere, il successivo ridimensionamento delle aziende di Stato, l’abbandono della scommessa sulla centralità, questi fattori hanno creato un vuoto economico che si paga ogni giorno con la chiusura di attività e di ripresa dell’emigrazione, soprattutto giovanile. La città ha bisogno di interventi infrastrutturali che la rendano più attiva, soprattutto stradali. Ne cito alcuni. Collegare per la via Romita i quartieri dell’area Pinzelli credo sia oggi non più procrastinabile così come è necessario creare più a valle di via Rochester un nuovo sottopasso ferroviario. Necessario il completamento del collegamento di via Fra Giarratana per dare maggiore respiro a via Turati. Essenziale il completamento di via degli Orti con una grossa rotatoria da realizzare in fregio al parcheggio dei pullman. Ripristinare il collegamento tra il bivio La Spina e Santo Spirito. Creare parcheggi, in particolare quello che si ipotizzava di realizzare nell’area sopra la galleria ferroviaria in via Kennedy. La creazione del Parco Antenna, una scelta urgente per dare spazi verdi alla città e la realizzazione di un museo delle comunicazioni che salvaguardi la dismissione dell’antenna. Nel quotidiano, la pulizia della città deve essere al primo posto nelle attenzioni della politica. E non solo nel centro dove è fondamentale dare un immagine di ordine e pulizia al visitatore. Ancora, la sistemazione delle strade e dei marciapiedi ormai in alcuni tratti ridotti a percorsi di guerra. Investire ed incentivare in agricoltura di qualità. Le aree incolte potrebbero diventare un modello di produttività. Riprendere la produzione delle mandorle, del pistacchio per fare filiera con i produttori di dolci e puntare sul torrone, denominando la città “Caltanissetta Città del Torrone”, una proposta della Pro Loco che a mio parere dovrebbe essere colta. Ovviamente il turismo è una strada da percorrere. Bisogna farlo con investimenti e non solo a parole. I luoghi di accoglienza devono essere al top ed il contatto con ristoratori, albergatori e quanti operano in questo settore deve essere continuo e lo scambio di opinioni un modo per crescere. Non si è investito nulla o quasi in questo settore. Gli incontri, gli studi sono utili ma devono essere seguiti dalla messa in campo di risorse che alzino la qualità dell’offerta. La realizzazione di un Museo della Settimana Santa, una nostra proposta che se messa in essere può dare un ulteriore interesse alla nostra offerta turistica. Basta poco per dare una inversione di tendenza. Noi, volontari della Pro Loco, ci siamo. Guardateci con attenzione, criticateci se sarà il caso, ma se c’è da dare una mano, fatelo, noi siamo pronti ad accogliervi.

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