Caltanissetta nella top ten per numero di adolescenti

Con una quota di quasi l’8% della popolazione, Caltanissetta entra nella top ten per numero di adolescenti. Quarta dietro Napoli, Caserta e Barletta.

Napoli e Caserta sono le province con più adolescenti in Italia, con l’8,3% e l’8% della popolazione, mentre la ‘maglia nera’ degli abitanti fra gli 11 e i 17 anni spetta a Ferrara (solo il 5,2%).

Radioimmaginaria, la radio di adolescenti con 40 redazioni tra Italia e Europa, ha rielaborato i dati Istat al gennaio 2017 in vista della Teen Parade a BolognaFiere (6-7 settembre), manifestazione per avvicinare gli adolescenti al mondo del lavoro.

La top ten delle province con più giovanissimi è appannaggio quasi esclusivo del Sud: al terzo posto Barletta-Andria-Trani sfiora l’8%, davanti a Caltanissetta e Bolzano con 7,7%. Bolzano è l’unica provincia settentrionale ai vertici. Seguono infatti altre province del Sud: Foggia, Crotone, Agrigento, Catania e Palermo con il 7,3%.

“In Italia gli adolescenti sono poco più di 4 milioni, il 6,6% dei cittadini – sottolinea Ludovica, 17 anni speaker cremonese di Radioimmaginaria -. Il nostro obiettivo non è solo divertire, ma anche riflettere e che gli adolescenti si comportino da influencer piuttosto che da followers. Perciò a Bologna ci saranno i ministri dell’Istruzione e del Lavoro, l’Inps, che sostiene dall’inizio la manifestazione, e Confindustria Emilia, che ci ha voluto ospitare a ‘Farete’, dove si ritrovano ogni anno imprenditori e dirigenti delle aziende di eccellenza”.

In fondo alla classifica ci sono Carbonia-Iglesias e Rovigo con il 5,3%. Tra i capoluoghi di regione, conteggiando solo la città, sul podio Napoli (7,65%), Palermo (7,1%) e Catanzaro (6,8%), mentre fanalino di coda sono Cagliari (5,1%, ma il dato sale a 5,85% in tutta la provincia), Bologna (5,2%) e Trieste (5,4%).

La quota di adolescenti è generalmente più bassa in città rispetto alla provincia: per fare altri esempi oltre a Cagliari, a Milano è del 5,8%, mentre nell’intera provincia è del 6,4%; allo stesso modo a Torino è del 5,6% e del 6,15% in provincia.

Commenta su Facebook