Caltanissetta, manca il capotreno? I passeggeri restano a terra: treno soppresso

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Sarebbe dovuto partire alle 6,05 di sabato 13 giugno, il treno per Campofelice di Roccella sul quale pensavano di salire alcuni ragazzi, organizzati di tutto punto, per andare un paio di giorni al mare.

Mai avrebbero pensato che quindici minuti prima della partenza, alle 5,50, avrebbero ricevuto l’incredibile comunicazione che il treno era stato soppresso perché mancava il capotreno.

Avrebbero dovuto prendere alla stazione di Xirbi la coincidenza delle 6,15. Allora, nonostante un incaricato avesse detto che sarebbe arrivato un autobus in sostituzione, tutti di corsa a Xirbi nella speranza di fare in tempo.

Sembra una barzelletta, invece è la triste realtà. Interessato a questa vicenda il Consigliere di “Caltanissetta Protagonista”, Toti Petrantoni che in un post su un social, che di seguito riportiamo, dà libero sfogo a tutta la sua condivisibile amarezza.

Ci domandiamo se sia meglio fare il “ponte” o eliminare prima queste dimostrazioni di inciviltà, arretratezza e di disorganizzazione.

Il post di Toti Petrantoni:

«E poi cerchiamo il turismo e la “rigenerazione”?!!!
Siamo in una terra dimenticata da Dio questa è la dura e tremenda realtà, ed è triste dirlo lo so, ma questa terra è senza speranza!
Stamattina 7 ragazzi armati di gioia, avventura,zaini, biciclette e di mascherina si ritrovano alla stazione Centrale di Caltanissetta per prendere un treno che li avrebbe portati a Campofelice di Roccella a trascorrere un paio di giorni post “lockdown”.
Ed eccoci proiettati in un attimo nella realtà più cruda e assurda, ci viene detto timidamente :“ il treno per Xirbi è stato soppresso , manca il Capo-Treno”.
Ci sembra uno scherzo, bell’inizio pensiamo, le nostre facce sorridenti cominciano a diventare sbigottite, proviamo a capire… purtroppo, è tutto verissimo, è proprio così, nel 2020, in una città capoluogo di provincia, in Italia, succede che un treno non parte perché Trenitalia non ha un sostituto per un capotreno assente.
Vallo a spiegare ai nostri ragazzi che l’ Italia è una grande nazione, che la Sicilia è bellissima , che insieme “ce la faremo”, quando ai loro occhi accadono episodi così deprimenti e umilianti!
Fallo capire che questa città ha bisogno di loro, e che non occorre scappare da questa terra per studiare, formarsi e riuscire nella vita.
La corsa folle, in auto, sino alla stazione di Xirbi per non perdere la coincidenza, permette ai ragazzi di proseguire il loro weekend , ma a noi genitori resta quell’amaro in bocca e quella frustrazione di chi sogna e progetta un futuro per i propri figli pieno di soddisfazioni, ma ahimè le nostre aspettative si  scontrano quasi quotidianamente con la consapevolezza di chi li vedrà fuggire verso paesi civili, anzi “normali”».

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