Caltanissetta, Leandro Janni: “8½ candidati al governo della città”

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Un articolo – quello a firma di Leandro Janni che di seguito pubblichiamo – che vuole essere un gioco preelettorale

Clint Eastwood ha scritto: «I film sono arte, ma anche l’idraulica lo è». Ora che i giochi sono conclusi, dopo giorni di estenuanti riflessioni, complicate trattative e laceranti decisioni, possiamo affermare che i candidati a sindaco (o a sindaca) della città di Caltanissetta, in queste amministrative del 2019, sono otto: sette uomini e una donna.

Essi sono: Salvatore Messana, Michele Giarratana, Maurizio Averna, Roberto Gambino, Oscar Aiello, Salvatore Licata, Rocco Gumina e Maria Grazia Riggi. Ciascuno di essi possiede punti di forza e punti di debolezza, capacità e limiti, competenze e incompetenze, conoscenze e lacune, qualità e difetti. E’ ovvio. In questo mio articoletto (è solo un gioco preelettorale, un divertissement – nient’altro) assocerò a ciascun candidato un film (ovvero, tecnicamente parlando, “un’immagine in
movimento che è stata registrata su uno o più supporti cinematografici, generalmente accompagnata dal suono”).

Iniziamo da Salvatore Messana. Dunque: il film è “Compagni di scuola”, del 1988, diretto e interpretato, tra gli altri, da Carlo Verdone. Per Michele Giarratana mi è venuto in mente “Gli anni ruggenti”, un film del 1962 diretto da Luigi Zampa, con Nino Manfredi tra gli interpreti. Maurizio Averna lo assocerei al film “Coach Carter”, un film del 2005 diretto da Thomas Carter e interpretato da Samuel L. Jackson. Per Roberto Gambino avrei pensato al film del 2016 “La casa dei sogni” (“The architect”),
diretto da Jonathan Parker. Oscar Aiello, invece, mi fa pensare – forse banalmente – alla pellicola cinematografica “Il trasformista”, un film del 2002 diretto e interpretato da Luca Barbareschi. Per Salvatore Licata avrei pensato a “Troppo forte”, un film del 1986 di Carlo Verdone, interpretato dallo stesso Verdone insieme a Stella Hall e Alberto Sordi. Per Maria Grazia Riggi immagino, invece, “Teresa D’Avila – Il castello interiore”, un film del 2015 diretto da Jorge Dorado. Infine, per Rocco
Gumina la scelta è quasi obbligata: “Rocco e i suoi fratelli”, un film del 1960 diretto da Luchino Visconti.

Ma, a dire il vero, i candidati a sindaco (o a sindaca) sarebbero otto e mezzo: sappiamo, infatti, che Marina Castiglione ha rinunciato a candidarsi proprio all’ultimo istante. Però, la sua parte l’ha fatta, il suo contributo alla città l’ha dato e, ne siamo certi, lo continuerà a dare. E dunque, per Marina Castiglione mi è venuto in mente “8½”, un filmdel 1963 scritto e diretto da Federico Fellini.

Comunque sia, il vero “film” che vedremo, nei prossimi cinque anni, sarà quello diretto e interpretato dal vincitore (o dalla vincitrice) delle amministrative nissene del 2019 e dai suoi collaboratori; con la partecipazione ordinaria dei consiglierei comunali. Un film che, ci auguriamo, preveda un lieto fine per la città. Ma, come diceva il buon Fellini, la parola “fine”, alla conclusione di un film, è impropria. Il film – come la vita – infatti continua.

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