Caltanissetta, l’associazione “Sturzo” denuncia: “Alcuni minori non vanno a scuola per mancanza di scarpe”

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Pubblichiamo di seguito una nota a firma dell’associazione “Luigi Sturzo” in merito a disagio e devianza minorile.

Nel nostro territorio il disagio e la devianza minorile continuano a destare preoccupazione. Di conseguenza occorre riflettere sulla grave crisi economica e sociale che sta attraversando la nostra provincia la quale detiene tristi primati per tasso di disoccupazione, scarsa qualità della vita, servizi precari e preoccupanti livelli di dispersione scolastica che racchiude in sé tutti i problemi sociali della nostra provincia (disoccupazione, lavoro nero, indigenza, criminalità organizzata, sfruttamento del lavoro minorile, accattonaggio etc etc). Nelle zone a rischio, la scuola dovrebbe favorire soprattutto la socializzazione e la presa in carico dei minori in difficoltà da parte delle istituzioni. È cronaca di questi giorni che alcuni minori non vanno a scuola per mancanza di scarpe. Ormai tutti quelli che si occupano di problematiche minorili, sono consapevoli che la debolezza familiare e i silenzi di molte scuole sono tra i maggiori responsabili di ciò che sta accadendo ai nostri ragazzi  che spesso ignorano i sani valori a causa degli esempi negativi a cui assistono. All’inizio di ogni situazione deviante esiste una causa. Si tratta di individuarla e di intervenire, auspicando un miglior coordinamento tra le diverse agenzie coinvolte in questo settore, in quanto quello attuale non è per nulla funzionale e soddisfacente. A nostro avviso occorrerebbe una regia istituzionale da parte della  Prefettura o della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e non più affidata ai dirigenti scolastici. Oggi una parte della delinquenza minorile è alimentata anche dalle disuguaglianze socio-economiche o dalle difficoltà che si registrano sul piano delle relazioni e della comunicazione e non è un caso che i reati di tipo espressivo sono in continuo aumento. A volte ai nostri ragazzi manca qualcuno di cui fidarsi o meglio dei validi punti di riferimento (genitoriali/scolastici/educativi). Sarebbe auspicabile, a nostro parere, una competenza progettuale che sappia innovare i servizi esistenti all’interno del proprio territorio; una competenza gestionale che curi gli aspetti organizzativi utili a garantire efficienza ed efficacia agli interventi, valorizzazione delle professionalità esistenti e rispetto della dignità di chi opera nel settore; una competenza culturale che organizzi momenti d’incontro e utilizzi al meglio le risorse già esistenti come biblioteche, luoghi d’aggregazione e apertura delle scuole in orari pomeridiani quali oasi delle culture. Se non impariamo a contenere le azioni autoreferenziali, sarà difficile realizzare qualsiasi progetto di rete che deve includere, secondo noi: famiglia, scuola, istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, enti locali, associazioni, volontariato, comitati di quartiere e parrocchie ma la scuola rimane il luogo privilegiato per lo sviluppo di azioni di prevenzione e l’affermazione dei diritti di cittadinanza delle persone minori d’età e quando la scuola tace, sperando che non avvenga mai, i danni sono irreparabili. Soltanto così si potrà costruire una società più sicura, più giusta e solidale.

Caltanissetta 11 maggio 2018

Gruppo famiglia e legalità – Associazione Sturzo Caltanissetta: Antonio CAPODICI,  Davide CHIARENZA, Filippo MARITATO, Franca PATERNITI, Pasquale LA CHINA

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