Caltanissetta, la dirigente della scuola “Sciascia” replica ad Aiello: “Toni che gettano una luce sinistra sull’istituto”

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Con un sentimento del tutto distaccato da qualsiasi appartenenza politica, rispondo alle voci tendenziose, rivolte a screditare la scuola “Leonardo Sciascia” , per un evento che, nella vita ordinaria, si può verificare anche nelle nostre case: la rottura di una caldaia, unita, nel caso in questione, ad una insopportabile “puzza di muffa”. Il tono dell’articolo getta una luce sinistra sia sulla gestione interna della scuola, che viene rappresentata come “cieca” di fronte ai bisogni di famiglie ed alunni, sia sui rapporti inter – istituzionali con l’Ente Locale che, nonostante tutti i limiti di cui soffre, continua a rappresentare per noi, un interlocutore valido e attento. Ci dispiace constatare il dilagare di un disfattismo crescente che mette in dubbio ogni buona intenzione, volontà e sforzo per fare funzionare, giorno dopo giorno la scuola, rimasta, probabilmente, l’unica roccaforte formativa di una società rivolta quasi esclusivamente alla distruzione di tutto piuttosto che alla costruzione di valori; un luogo, per coloro che continuiamo a crederci, dove l’alunno può assimilare i comportamenti adulti e utilizzarli come “modelli “ a cui ispirarsi per una crescita orientata alla verità, alla correttezza, alla
legalità e alla moralità.

Per ricollegarci al fatto che sta all’origine dell’articolo, bisogna ricordare che nei primi giorni di novembre, a seguito delle forti piogge causate dal maltempo, la scuola “Sciascia” (come la maggior parte degli altri Istituti) ha subito delle infiltrazioni di acqua, opportunamente e tempestivamente segnalate all’Ente Locale, il quale non solo ha proceduto ad un immediato sopralluogo dei locali ma anche allo sgorgo delle gronde e alla pianificazione, concordata con la dirigenza, del ripristino della tinteggiatura nel momento in cui le pareti si fossero asciugate. Purtroppo il processo di asciugatura delle pareti, notevolmente imbibite di acqua ha determinato la
formazione di muffe, della cui presenza, ancora una volta, la scuola ha messo al corrente il Comune con le conseguenti ulteriori decisioni:

1) Rimuovere temporaneamente la muffa;
2) Risolvere definitivamente il problema ricoprendo le pareti con uno speciale materiale impermeabile
e antimuffa la cui applicazione richiede almeno sette giorni per il completo assorbimento e per la
eliminazione dell’odore prodotto.

In ragione di ciò scuola e Comune hanno individuato il periodo delle vacanze natalizie come momento ideale per effettuare l’intervento, considerata l’assenza dei bambini da scuola. Nel frattempo, pur con notevoli sacrifici economici, la scuola ha reperito un collaboratore scolastico disponibile (non sempre è possibile per motivi organizzativi) e fatto rimuovere, nell’arco di un intero pomeriggio di lavoro la muffa, con regolare, continuata areazione dei locali per tutto il weekend. Al ritorno a scuola il problema era stato risolto e “l’insopportabile puzza di muffa” sostituita da un piacevole odore di pulito, constatato con soddisfazione da docenti, personale e bambini.

Mi chiedo: dov’è l’inganno? dov’è l’inefficienza? Quanto alla caldaia, considerati i costi da affrontare, il Comune, ancora una volta messo prontamente al corrente del danno, ha esperito le procedure per l’affidamento dei lavori, con apposito bando andato deserto in prima istanza e soddisfatto alla seconda. Chi conosce le procedure di appalto dovrebbe anche sapere che prima dell’effettivo affidamento dei lavori è necessaria una “vacatio” di circa trentacinque giorni, che nello specifico, ha prodotto ulteriori legali e fisiologici ritardi.
Ieri, 21 novembre, la caldaia, appena installata sotto gli occhi di due ispettori dell’ASP, chiamati dalla sottoscritta per l’effettuazione di un sopralluogo sulle condizioni climatiche della scuola, ha ripreso il suo regolare funzionamento chiudendo definitivamente ogni questione.
Mi chiedo: dov’è l’inganno? dov’è l’inefficienza? Dov’è l’illegalità?

Ci chiediamo a questo punto se fare chiasso, senza mai mettersi nei panni degli altri, possa dare qualche soddisfazione: noi preferiamo altre vie come quella, per esempio, di compiere il nostro dovere in silenzio e nella consapevolezza che oltre al nostro impegno possiamo offrire ai piccoli alunni un modello autentico di correttezza e di integrità. Ciò detto, credo di non dovere aggiungere altro. Colgo, piuttosto, l’occasione per ringraziare tutto il personale della scuola e tutti i genitori che responsabilmente, ogni giorno, condividono con noi gioie e difficoltà; che sono pronti a sostenerci fattivamente e coerentemente; che guardano con occhio benevolo e senza sospetto alle proposte della scuola, nella consapevolezza che per risolvere i problemi non occorrono né una bacchetta magica, (purtroppo non è in vendita) né un protagonismo strumentalizzante e gratuito ma piuttosto la comprensione profonda dei problemi e l’impegno per la loro soluzione anche quando questa è lontana e difficile. La scuola “Sciascia” ha una acclarata tradizione di serietà, pulizia, cura e bellezza, riconosciuta da chi vi abbia messo piede anche una sola volta, che mal si assortisce con l’immagine rappresentata dall’articolo,
classificato benevolmente dall’istituzione come un grossolano errore di valutazione.

Ci sarebbe piaciuto incontrarci, discutere, trovare insieme delle soluzioni, magari sentirsi tendere una mano! Ma con grande delusione da parte nostra questo non è avvenuto! Concludo invitando chi voglia conoscere la scuola intestata al grande scrittore, orgoglio della nostra terra, a visitarla per scoprirne la bellezza strutturale e la fondatezza dell’offerta formativa e ricordando ad Oscar, che è stato mio alunno, quello che è l’irrinunciabile programma della nostra scuola per il futuro: “pace, edificazione, inclusione, unione, collaborazione, rispetto dell’altro e ponti che aiutino i nostri piccoli a diventare uomini e cittadini “.

la Dirigente scolastica
Giusy Mazzarino

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