“Caltanissetta in diretta”, qualcuno batta un colpo. “Paese nel fango, 150 segnalazioni in via Mussomeli”

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Caltanissetta in diretta, qualcuno batta un colpo. Visto che di botto siamo diventati “un paese”, per giunta “nel fango” in cui “ci buttano altro fango”.

Non aveva forse tutti i torti il cittadino intervistato in piazza Tripisciano da “La vita in diretta” ieri pomeriggio. La trasmissione  stando sul pezzo della cronaca pomeridiana ha fatto emergere il disagio di una parte di nisseni (ma non staranno diventando la maggior parte?) per la presenza di immigrati in città.

L’argomento, ovviamente, era il fatto di cronaca che tiene banco in questi giorni sui media locali e nazionali della giovane studentessa universitaria segregata in una casa di via Musomeli da 5 o 6 nigeriani, subendo violenza.

E’ singolare che una testata nazionale della RAI, della rete ammiraglia, arrivi a Caltanissetta senza intervistare un rappresentante delle istituzioni, il sindaco o chi per lui, per analizzare una situazione anche da un punto di vista diverso da quello pur sempre legittimo di chi vive un quartiere difficile.

Significa uno scarso interesse da parte della RAI ad acquisire un’analisi istituzionale del fenomeno dell’immigrazione e della residenzialità di migranti in centro storico, alla luce del grave fatto di cronaca, oppure di un’assenza, di un vuoto, di una mancanza di presenza dell’amministrazione comunale?

E’ normale e forse legittimo che i residenti manifestino la loro rabbia, sebbene ognuno possa condividere o meno le affermazioni dei singoli. Non è normale, neanche per la RAI, che a fare da contraltare non vi sia la voce del Sindaco o di chi, al suo posto, possa mettere alcuni punti fermi sulla situazione sociale e culturale, su ciò che di buono è stato fatto per l’integrazione, ciò che non funziona e analizzarne i motivi.

“Dove stiamo noi, un quartiere storico di Caltanissetta, vivono già molte persone in grande disagio, in più dobbiamo ricevere extracomunitari che stanno in tutto il centro”, ha dichiarato un residente del centro storico alla trasmissione di Raiuno. “Creano molti problemi, su cento, 95 creano molti problemi, solo 5 se ne potrebbero salvare. Si drogano, spacciano urinano rompono bottiglie e si tagliano tra loro. Con il comitato (il comitato Santa Croce) abbiamo segnalato questa situazione da prima di agosto. Le forze dell’ordine ci hanno mandato qualcuno per controllare, ma siamo arrivati al punto che anche il personale delle forze dell’ordine non è sufficiente per controllare il quartiere”.

“Se lei fa un controllo, vedrà che al numero 29 in via Mussomeli (la casa fatiscente dove la giovane è stata sequestrata) le forze dell’ordine sono state chiamate più di 150 volte. Le istituzioni ci hanno abbandonato, non solo siamo nel fango ma ci buttano più fango addosso”.

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