Caltanissetta, impiegato affetto da ludopatia s’indebita per 100 mila euro. Il Tribunale gli riconosce un taglio del 60 percento

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Un precedente giurisprudenziale storico in tema di sovraindebitamento è stato reso in questi giorni dal Tribunale di Caltanissetta che ha ridotto del 60 percento l’indebitamento di un dipendente pubblico del capoluogo affetto da ludopatia, difeso dall’avvocato Massimo Francesco Nemola.

Com’è noto, il sovraindebitamento è la condizione in cui viene suo malgrado a trovarsi il debitore che ha una evidente sproporzione tra i redditi percepiti e i debiti contratti. E’ ovviamente necessario che detta condizione di indebitamento sia stata dettata non dall’imperizia o dalla colpa del debitore, bensì dal verificarsi di eventi sopravvenuti o imprevedibili.

La massima giurisprudenziale innovativa resa dal Tribunale di Caltanissetta, in persona della dott.ssa Ester Rita Difrancesco, ed in linea con alcuni tribunali che si sono espressi favorevolmente in tal senso, è che la ludopatia, quale dipendenza patologica da gioco d’azzardo, non integra una condotta colposa nel sovraindebitamento essendo una patologia che rende in uno stato di inconsapevolezza il debitore/giocatore.

“Nel caso di specie – spiega il legale nisseno – un dipendente pubblico nisseno da me rappresentato e patrocinato, con l’ausilio dei consulenti di parte, i commercialisti Michele Martorana e Fabrizio Scalabrino, si rivolgeva al Tribunale di Caltanissetta affinchè potesse essere omologato il piano del consumatore redatto dall’ Organismo di composizione della crisi, in persona del dott. Ignazio Bumbolo. Il soggetto aveva contratto circa 100 mila euro di debiti (tra finanziamenti e cessioni del quinto) a causa delle precarie condizioni di salute degli anziani genitori, a cui dava assistenza, e, soprattutto, ad una ludopatia di cui era affetto da diversi anni e che lo aveva portato a lasciare nelle sale da gioco decine di migliaia di euro. Esausto da detta condizione, che aveva reso impossibile la prosecuzione di una vita dignitosa, ha chiesto l’adesione ad una delle procedure di cui alla L. 3/2012 e, conseguentemente, l’O.C.C. nominato, dott. Bumbolo, aveva presentato un piano del consumatore che prevedeva il pagamento del 40% dei debiti in 120 mesi. Il Tribunale di Caltanissetta, accogliendo le tesi della difesa da me rappresentata, verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, ha omologato il piano e disposto la falcidia di circa il 60% dei debiti. Il risultato è che dei 100.000 € circa di debiti contratti, il dipendente pubblico ne pagherà appena 40.000 € in 10 anni, potendo nuovamente contare su una ritrovata serenità nella propria vita”.

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