Caltanissetta, Flavio Bucci inaugura la stagione teatrale del “Regina Margherita”. In scena “E pensare che ero partito così bene”

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E’ stata affidata a uno dei grandi mattatori della scena nazionale, uno dei volti più amati di teatro, cinema e tv che ha lavorato con i più grandi registi italiani (da Nanni Loy a Dario Argento, da Mario Monicelli a Gabriele Salvatores, da Paolo Virzì a Paolo Sorrentino, solo per citarne alcuni) l’inaugurazione della Stagione 2019/2020 del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta quest’anno organizzata e gestita direttamente dall’Amministrazione comunale che fa capo al sindaco Roberto Gambino, e di cui è assessore alla cultura Marcella Natale.

Appuntamento sabato 30 novembre alle ore 21 al Teatro Regina Margherita di Caltanissetta per assistere alla messa in scena di “E pensare che ero partito così bene”, spettacolo firmato a quattro mani da Flavio Bucci e Marco Mattolini, che firma anche la regia, e che passa in rassegna la vita e carriera del grande attore torinese (in scena con Almerica Schiavo e Alessandra Puglielli): i successi e le defaillances, attraverso aneddoti e riflessioni filosofiche, citazioni dei suoi lavori e di quelli degli altri, consuetudini, vizi privati e pubbliche virtù dello spettacolo, per disegnare un percorso e un periodo storico e artistico poco lontano nel tempo, ma molto distante da noi, tutto con la proverbiale spregiudicatezza del grande attore.
“E pensare che ero partito così bene…” è un racconto fuori dai denti, una scorribanda senza trionfalismi e senza vergogna, di libere associazioni, ricordi di teatro e di cinema, ma anche la confessione delle dipendenze e del suo irrefrenabile bisogno di libertà, del suo rapporto con le donne, attraverso il racconto spudorato di mogli, figli ed amori, l’occasione per far rivivere con immagini e parole i suoi grandi successi (da “Ligabue”, a “Il Marchese del Grillo”, i grandi classici teatrali contemporanei, i film con i maggiori autori italiani e stranieri) e persino la sua attività di doppiatore di Gerard Depardieu e John Travolta. In scena Flavio Bucci sarà un vulcano di spunti comici e rievocazioni emozionanti teso a far ricordare ai meno giovani e a far conoscere ai meno vecchi, un periodo storico vivacissimo e un protagonista straordinario.
Prima dello spettacolo sarà proprio Flavio Bucci a consegnare un particolare riconoscimento, voluto dall’Amministrazione comunale, all’attore e regista nisseno Giorgio Villa, memoria storica del teatro nisseno e tra i fondatori della Compagnia “Quindici” insieme a Peppe Nasca, per i suoi meriti artistici e per la sua costante dedizione alla diffusione della tradizione teatrale nissena.

Flavio Bucci torinese classe 1947, si è formato alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Esordisce al cinema diretto da Elio Petri, ne La classe operaia va in paradis (1971), cui segue La proprietà non è più un furto (1973). Lavora con Giuliano Montaldo, nei film L’Agnese va a morire (1976) e Il giorno prima (1987). È celebre la sua interpretazione del Don Bastiano de Il marchese del Grillo di Mario Monicelli (1981). Senza dimenticare Tex e il signore degli abissi di Duccio Tessari (1985), Secondo Ponzio Pilato di Luigi Magni (1987), Teste rasate di Claudio Fragasso (1993). Negli ultimi anni recita nelle commedie Caterina va in città di Paolo Virzì (2003) e Lezioni di volo di Francesca Archibugi (2007). Strepitosa la sua caratterizzazione del politicante Franco Evangelisti, braccio destro del mefistofelico Andreotti de Il Divo di Paolo Sorrentino (2008). In televisione si fa conoscere dal grande pubblico interpretando lo sceneggiato televisivo Rai Ligabue di Salvatore Nocita (1977), con il quale torna a lavorare nei Promessi sposi (1989). Per il piccolo schermo, interpreta anche il commissario Ingravallo in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Piero Schivazappa, all’omonimo romanzo di Carlo Emilio Gadda (1983). Appare anche nella Piovra di Damiano Damiani (1984) e ne L’avvocato Guerrieri – Ad occhi chiusi di Alberto Sironi (2008). In teatro recita come protagonista in numerose pièce. Marco Mattolini lo dirige in Opinioni di un clown di Heinrich Böll, Le memorie di un pazzo di Gogol’, Uno, nessuno e centomila e Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello. Anche Mario Missiroli lo dirige in spettacoli pirandelliani: Quaderni di Serafino Gubbio operatore e I giganti della montagna. Dopo una lunga assenza dalle scene torna in teatro con lo spettacolo dedicato a Giacomo Leopardi, Che fai tu luna in ciel, dimmi che fai, ancora una volta diretto da Mattolini, con la danzatrice Gloria Pomardi e la musicista Alessandra Celletti.

 

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