Caltanissetta, crisi pronto soccorso al Sant’Elia: in arrivo un nuovo medico

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E’ crisi al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia dove sono rimasti soltanto cinque medici a reggere i turni per un reparto dedicato all’emergenza e meta di pazienti da ogni parte della provincia ma anche dell’Ennese e dell’Agrigentino. Su una pianta organica prevista di 16 unità, dunque, sono solo cinque i medici rimasti e che in questo momento stanno effettuando anche doppi turni. Diversi i medici che hanno abbandonato il reparto per sopravvenuta malattia e un altro medico in questi giorni ha deciso di dare le dimissioni vista la mole di lavoro ormai insostenibile. Diverse le riunioni convocate in questi ultimi giorni dal direttore generale dell’Asp Alessandro Caltagirone e dal direttore sanitario Marcella Santino al fine di trovare una soluzione. In queste ore hanno anche incontrato i vari primari dei reparti per chiedere di dare manforte ai colleghi del pronto soccorso. “Il Pronto Soccorso sta soffrendo la carenza di personale – dichiara il manager Alessandro Caltagirone – che, con l’approssimarsi del periodo estivo è ancora più grave. Le iniziative che stiamo portando avanti sono molteplici. Stiamo affrontando la questione da più punti di vista. Abbiamo acquisito la disponibilità di un medico del territorio per potere dare supporto con due turni settimanali a partire da giorno 16. Abbiamo chiesto ai medici di branca affine afferenti al Sant’Elia di dare delle disponibilità per i turni e, oggi, avremo la conferma, visto che ieri li abbiamo riuniti e abbiamo acquisito verbalmente le loro disponibilità, oggi le avremo per iscritto. I medici dei reparti che decideranno di aderire faranno delle ore aggiuntive rispetto a quelle che normalmente fanno. E’ ovvio che, se facessi una semplice analisi matematica, mi basterebbe la disponibilità di 30 medici affinché ognuno di loro faccia un solo turno mensile. Quindi non sarebbe neanche un aggravio da un punto di vista lavorativo. Ai medici del pronto soccorso che in questo momento stanno lavorando in pochi voglio dire che non si devono sentire soli, la direzione è vicina e non è una frase fatta perché per noi la risoluzione della problematica è argomento del giorno. E’ ovvio che ci troviamo di fronte ad una emergenza generale dal punto di vista del reclutamento del personale medico. Come loro sanno al momento noi possiamo fare soltanto degli incarichi professionali e quindi questo ci limita molto”

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