Caltanissetta. Cacciata di casa, maltrattata e privata della figlia neonata, scattano quattro denunce

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Denunciati dalla Polizia di Stato quattro componenti dello stesso nucleo familiare per maltrattamenti in famiglia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Al termine dell’ennesima lite, cacciano da casa la figlia ventenne, privandola della propria neonata. La vittima, stanca di subire violenze e umiliazioni, si è rivolta alla polizia.

I poliziotti della sezione volanti hanno denunciato alla Procura della Repubblica ordinaria e a quella presso il Tribunale per i minorenni quattro componenti dello stesso nucleo familiare: padre, madre e due figli per i reati di maltrattamenti in famiglia, nei confronti della primogenita, e per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. La ragazza, una ventenne disoccupata, al termine dell’ennesima lite scaturita tra le mura domestiche, è stata cacciata da casa dal padre, dopo che questi gli aveva sottratto la figlia di pochi mesi.

La ragazza una volta in strada si è rivolta alla polizia riferendo quanto le stava accadendo all’agente in servizio presso la sala operativa della Questura. Mentre il poliziotto, come da protocollo, tranquillizzava la ragazza al telefono, in soccorso della vittima sono giunte le pattuglie della Polizia di Stato. Quest’ultima ha raccontato ai poliziotti di voler allontanarsi dal proprio nucleo familiare perché da qualche tempo subirebbe violenze fisiche e psicologiche, mai denunciate per paura di ritorsioni, e che le sarebbe impedito di cercarsi un lavoro perché donna.

Gli agenti hanno identificato i quattro componenti del nucleo familiare e, mentre si trovavano all’interno dell’abitazione per prendere la neonata, sono stati oggetto di ripetuti insulti e aggressioni. L’intera famiglia, infatti, si opponeva al fatto che la piccola lasciasse la famiglia. L’intervento dei poliziotti ha, infine, ricongiunto la piccola alla propria madre ed entrambe, per disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, sono state collocate, al sicuro, presso una struttura che accoglie donne vittime di violenza.

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