Caltanissetta, avviso pubblico per programmi di riqualificazione urbana. “E’ sufficiente il progetto preliminare”

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Per la partecipazione all’avviso pubblico relativo alla ricognizione di proposte in attuazione del programma integrato per il recupero e la riqualificazione delle città, è sufficiente la progettazione preliminare e non è necessaria in questa fase la presentazione di progetti esecutivi.

A darne notizia è il dirigente della direzione Lavori pubblici, Giuseppe Tomasella il quale comunica che è in corso di pubblicazione all’albo pretorio una determina dirigenziale che rettifica l’errore contenuto nell’avviso, nel paragrafo riguardante la “documentazione della proposta d’intervento”.

Il sindaco, Giovanni Ruvolo e l’assessore ai Lavori pubblici e urbanistica, Giuseppe Tumminelli, rispondono all’Ordine degli architetti e al Collegio dei geometri della provincia di Caltanissetta che in una nota avevano segnalato le difficoltà a presentare entro il 16 agosto i progetti esecutivi, i quali richiedono un’istruttoria completa dal punto di vista tecnico.

“Non sfugge a nessuno il significato del termine ‘progetto esecutivo’ ed infatti gli elaborati devono essere presentati in forma di progetto preliminare. Gli uffici hanno riconosciuto l’errore, che è stato possibile individuare anche grazie alla nota degli ordini professionali, la cui leale collaborazione è stata sempre benvenuta da parte dell’Amministrazione attiva”.

L’avviso pubblico per il programma integrato per il recupero e la riqualificazione delle città, con dotazione finanziaria sino a 3 milioni di euro per la città di Caltanissetta, è un atto consequenziale al decreto del dipartimento regionale Infrastrutture, mobilità e trasporti pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n.23 del 25/05/18 in cui viene indicata la progettazione preliminare, e non esecutiva, quale modalità di formulazione delle proposte.

Le proposte possono essere presentate entro il 16 agosto da soggetti privati singolarmente o riuniti in consorzio che detengono la disponibilità degli immobili. Una delle condizioni poste dal bando è che “l’intervento proposto sia idoneo a sviluppare diritti urbanistici aventi destinazione edilizia prevalentemente di tipo residenziale (almeno il 70% della superficie complessiva) e un numero di alloggi a canone sostenibile realizzabile pari ad almeno 30 unità immobiliari” per i comuni con popolazione superiore a 30 mila abitanti. Il programma integrato è attuato obbligatoriamente con il concorso di risorse pubbliche e private e deve comprendere interventi di edilizia abitativa e riqualificazione urbana. Per gli alloggi da locare ad un canone che non superi il 70% del canone concordatario, il contributo pubblico a fondo perduto concesso a soggetti privati potrà arrivare fino al 50% del costo degli interventi proposti. Le opere di urbanizzazione e la realizzazione di spazi socioculturali di pertinenza potranno essere finanziati fino all’80% purché rappresentino non più del 35% del budget complessivo.

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