Caltanissetta, annullata condanna per mafia a Matteo Allegro

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Annullata in Cassazione la condanna a 6 anni per concorso esterno in associazione mafiosa all’imprenditore nisseno Matteo Allegro, 38 anni. La quinta sezione penale della suprema Corte ha anche confermato l’assoluzione dalle accuse di peculato e frode fiscale al commerciante nisseno Marco Michele Talluto, 34 anni; assoluzione ora divenuta definitiva. Gli atti riguardanti la posizione di Allegro sono stati rinviati in Corte d’appello e quindi dovrà essere celebrato un nuovo processo di secondo grado.
La vicenda era emersa nell’ottobre 2012 con il blitz della Squadra mobile “Les jeux sont faits”. Secondo l’accusa le slot machines installate in alcuni locali erano state “taroccate”, in quanto non venivano collegate al sistema dei Monopoli di Stato ed erano programmate per garantire vincite basse ai clienti. In questo contesto si inseriscono anche, secondo l’accusa, i presunti appoggi di Cosa nostra agli Allegro per far si che i titolari dei locali si rivolgessero a loro per affittare le macchinette, in modo che gli stessi Allegro conquistassero una sorta di monopolio nel settore. Il legale di Allegro, l’avvocato Dino Milazzo, nel suo ricorso, ha sostenuto che non erano emersi elementi sulla vicinanza di Allegro a Cosa nostra, visto che anche collaboratori di giustizia ed ex esponenti di spicco della mafia come Carmelo Barbieri e Massimo Billizzi avevano escluso l’esistenza di accordi con l’imprenditore nisseno. Talluto era invece accusato solo di peculato e frode fiscale perché aveva installato nel suo locale le macchinette degli Allegro; l’avvocato difensore Giuseppe Dacquì ha chiesto la conferma dell’assoluzione sostenendo che non c’erano prove per sostenere che fossero stati gli stessi commercianti a manomettere le macchinette.

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