Caltanissetta, accoltellò il suo ex in un bar: per il tribunale del riesame fu eccesso colposo di legittima difesa

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Non fu tentato omicidio ma eccesso colposo di legittima difesa. E’ quanto si legge nelle motivazioni del tribunale del riesame presieduto da Andrea Catalano (e composto dai giudici Alex Costanza e Mariaconcetta Gennaro) che nel disporre la scarcerazione di Sonia Ingaglio, la ragazza di San Cataldo che il 5 gennaio scorso aveva accoltellato il suo ex in un locale di via Luigi Monaco, ha annullato il provvedimento del gip e riqualificato il fatto da tentato omicidio a lesioni gravissime. Quella sera la ragazza disse in lacrime ad un ragazzo che la corteggiava “O io vado all’obitorio o lui all’ospedale”. Non vi era dunque nelle intenzioni della ragazza quella di uccidere l’ex fidanzato ma piuttosto una preoccupazione per quanto poteva succedere. Quella del 5 gennaio era infatti l’ennesima lite tra i due. E questo è quanto hanno dimostrato Sonia Ingaglio e il suo legale, l’avvocato Massimiliano Bellini. Sonia Ingaglio più volte era stata vittima di minacce da parte dell’uomo che era anche stato denunciato dai carabinieri per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Minacce che non venivano rivolte solo alla 31enne ma a tutti coloro, comprese le amiche, che le stavano attorno. Anche il titolare di un negozio dove la ragazza aveva trovato lavoro fu minacciato. Cosa che le fece perdere il posto. Così la 31enne decise di acquistare un coltello, quello che usò per difendersi dal suo ex. “Lo portavo con me quando ero sola – aveva dichiarato – per paura che lui mi facesse del male. Il mio ex continuava a pedinarmi e più volte ha minacciato di morte non solo me ma anche i miei familiari e tutti coloro i quali, in qualche modo, entravano in contatto con me. Dovevo essere solo sua e di nessun altro”. La giovane e  il suo avvocato, Massimiliano Bellini, hanno prodotto una serie di denunce e querele, sei o sette in tutto, a carico del giovane 35enne che già aveva scontato una pena, sempre per stalking. Sono stati anche prodotti i messaggi che lui inviava ad amici o ragazzi che la donna frequentava minacciandoli di lasciarla stare. “Lui continuava a pedinarmi – ha raccontato Sonia Ingaglio – quella sera mi trovavo in questo locale in via Due Fontane e ad un tratto è arrivato lui. La mia intenzione non era quella di ucciderlo. Mi sono solo difesa dalla sua aggressione. Lui ad un certo punto mi ha spintonata e mi ha messo le mani in faccia. Così ho preso il coltello e ho sferrato quel colpo all’addome”. Dalle telecamere sarebbe emerso che, non solo la ragazza non aveva avuto il tempo di chiamare soccorso o chiedere aiuto ma nessuno dei presenti si era avvicinato per dividere i due. Pare anche che, per stessa ammissione di lui, la ragazza, subito dopo la coltellata, si era preoccupata per lui e per il suo stato di salute. Dunque non solo non vi era premeditazione, la ragazza non aveva mai aggredito l’uomo nel corso della conversazione, semmai ad un certo punto si era difesa per poi preoccuparsi anche di avergli fatto del male.

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