Nella settima puntata del format condotto da Marco D’arma, il vivaista e consigliere comunale si racconta a 360 gradi: dalle sfide professionali al sogno di un centro storico rinnovato.
CALTANISSETTA – La settima tappa del viaggio di “D’arma in città” fa sosta nel mondo della natura e della politica locale. Ospite della puntata è Calogero Palermo, figura nota nel capoluogo nisseno non solo per il suo ruolo di consigliere comunale, ma soprattutto per la sua trentennale esperienza come vivaista e giardiniere.
Una vita dedicata al lavoro e alla famiglia
Palermo ha ripercorso le tappe della sua carriera, iniziata nel 1991 dopo il diploma. “Ho fatto di tutto per portare la pagnotta a casa”, ha raccontato, ricordando i tempi in cui lavorava come montatore di palchi, pittore e addetto alle affissioni notturne, prima di approdare nel mondo del vivaismo. Un amore per la propria terra che lo ha spinto a restare in Sicilia nonostante le opportunità lavorative della moglie a Milano: “Sono innamorato della mia città e della mia regione”.
Tra gli aneddoti più bizzarri della sua professione, Palermo ha ricordato la sfida di realizzare un prato a rotoli su un terrazzo al sesto piano di un palazzo, trasportando tutto il materiale a piedi.
L’impegno politico: “Un neofita della politica, non della vita”
Passando ai temi amministrativi, Palermo ha spiegato come la passione politica sia nata quasi per caso, citando l’incontro nel 2008 con Walter Veltroni, per poi concretizzarsi nella candidatura con la coalizione guidata da Annalisa Petitto. Nonostante sieda tra i banchi dell’opposizione, ha sottolineato l’importanza di un approccio collaborativo con la maggioranza per il bene della città.
Una visione per il futuro di Caltanissetta
Interrogato su cosa vorrebbe lasciare in eredità al termine del suo mandato, Palermo ha le idee chiare:
- Un centro storico verde: Il sogno è quello di realizzare un viale alberato in Corso Umberto, dotato di arredi urbani moderni e panchine per gli anziani.
- Spazio ai giovani: La creazione di sale di co-working in edifici storici recuperati per contrastare lo spopolamento giovanile.
- Investimenti, non spese: Una gestione delle risorse pubbliche che punti su progetti a lungo termine piuttosto che su eventi sporadici.
Infine, alla domanda su una possibile futura candidatura a sindaco, Palermo ha risposto con prudenza: “Credo sia una cosa troppo grande per me, ma l’amore per questa città mi spingerebbe a farlo. Vedremo, chi vivrà vedrà”.
Potete guardare l’intervista completa qui:
🎧 Ascolta l'articolo:





