Burocrazia. Un euro in più nel decreto di finanziamento, tutto da rifare per un ente di formazione

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Avevano vinto il ricorso sia al TAR che al CGA, e dopo mesi di ritardo, dovuti al contenzioso avviato con la precedente amministrazione regionale guidata da Raffaele Lombardo, avevano finalmente ricevuto il decreto di finanziamento dei corsi, ma ecco la beffa. Un euro di differenza tra l’importo progettato e quello finanziato e tutto deve tornare indietro.

E’ la kafkiana vicenda capitata all’Enaip di Caltanissetta, che però potrebbe risolversi in queste ore grazie a un accordo tra la stessa Regione e l’ente.

L’accaduto. L’Enaip, come altri enti della formazione professionale in Sicilia e in particolare a Caltanissetta, era stato escluso dalla prima annualità dell’Avviso 20 del 2011. Parliamo del bando emesso dal dipartimento Formazione dell’omonimo assessorato, allora diretto da Ludovico Albert.

Quell’esclusione, secondo i dirigenti dell’Enaip, era illegittima e partiva il ricorso al TAR, che dava ragione all’Ente, e il ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa, che confermava la decisione dei colleghi del TAR. L’ente, insomma, era stato escluso illegittimamente dalla prima annualità dei corsi di formazione e dei relativi finanziamenti a valere sui fondi europei.

Parte dunque la corsa contro il tempo per autorizzare le ore formative e i relativi progetti con il finanziamento previsto, visto che tra ricorsi al Tar e al Cga sono passati diversi mesi e l’Ente si trova in sofferenza dovendo garantire il lavoro ai dipendenti e le ore formative agli utenti.

Ma quando il decreto viene esitato dal Dipartimento dell’assessorato alla Formazione, la Ragioneria Generale della Regione Siciliana lo manda indietro. Si deve rifare daccapo tutto l’iter in quanto la somma prevista è diversa da quella finanziata.

L’assurdità consiste nell’ammontare di tale somma: 1 Euro. Un caffè, insomma, che sicuramente è andato di traverso ai lavoratori dell’Enaip che rischiano di dover attendere ancora settimane.

Salvo una soluzione in extremis, ottenuta dall’Ente insieme ai dirigenti dell’Assessorato (nel frattempo il dirigente generale di allora, Ludovico Albert, è stato sostituito da Anna Rosa Corsello), soluzione che punta a evitare la riscrittura del Decreto e il conseguente iter.

Vi daremo aggiornamenti su come è andata a finire.

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