Brillante operazione della Mobile. Catturato il latitante Di Forte, boss del "Nuovo Mandamento".

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Cosimo Di ForteAll’esito di complesse indagini di polizia giudiziaria condotte dalla Squadra Mobile, veniva scovato a San Cataldo il latitante Cosimo DI FORTE che si era sottratto alla cattura dopo la pesante pena all’ergastolo con isolamento diurno per 1 anno, inflittagli dalla Corte di Assise di Caltanissetta con sentenza emessa in data 18.02.2013. Nella stessa data, la medesima Corte disponeva il ripristino della misura cautelare della custodia in carcere sia a carico del DI FORTE Cosimo che a carico del CALABRO’ Patrizio.

Da quella data il DI FORTE, braccio armato della famiglia mafiosa di San Cataldo facente capo a CALI’ Dino, si rendeva irreperibile.

Sin dall’inizio delle indagini, l’attenzione investigativa si era riversata sulla CASTELLO Maria Carmela perché, scartabellando tra le carte di polverosi fascicoli, si apprendeva che la donna era stata una ex fidanzata del DI FORTE, col quale i rapporti non si erano mai definitivamente interrotti.

Da tempo pedinata, infatti, la CASTELLO si comportava in maniera strana e da pochi giorni aveva affittato l’abitazione di via Galilei che era stata già residenza del DI FORTE; inoltre la donna si incontrava spesso col figlio diciassettenne del DI FORTE che dunque la conosceva già da tempo. Chissà se le porta notizie di suo padre!!! Questa domanda ricorrente ha portato gli investigatori ad attivare una fitta attività sul territorio di appostamenti e pedinamenti, fatti di pazienza e sudore, che non lasciavano scampo al latitante e alla sua favoreggiatrice.

Nella serata dell’11 maggio, approfittando della festa di paese che in questi giorni si celebra a San Cataldo, il latitante decideva di trascorrere una serata “in famiglia”, pensando di passare inosservato alle Forze dell’Ordine, forte della stretta complicità della CASTELLO Maria Carmela che gli aveva messo a disposizione la sua abitazione.

CastelloLa CASTELLO era stata fuori tutto il giorno ma gli appostamenti sono stati costanti e, intorno alle prime ore della sera, si notava giungere il figlio del DI FORTE che entrava nell’abitazione per pochi minuti e poi ne usciva spegnendo le luci. Dopo poco però all’interno dell’abitazione veniva accesa una luce senza aver notato nessuno entrare dal portoncino di ingresso. E ancora dopo poco giungeva di nuovo il figlio del DI FORTE che accompagnava i fratelli più piccoli in questa casa. Frattanto giungeva la CASTELLO Maria Carmela ed arrivava la pizza che era stata ordinata.

A questo punto si decideva di intervenire e, all’irruzione dei poliziotti, il DI FORTE si era nascosto dentro un incavo ricavato nel muro della cucina, sita al primo piano della casa strutturata su più piani, chiuso da una porta a soffietto. Aperta la porticina si notava una scala poggiata al muro che saliva fin sopra un piccolo sottotetto dove il DI FORTE si era rifugiato nel tentativo di sfuggire alla cattura.

Ma non c’è stato nulla da fare ed il DI FORTE veniva catturato dagli uomini della Squadra Mobile, mentre la CASTELLO veniva arrestata per favoreggiamento personale.

Il DI FORTE è accusato di associazione mafiosa armata; dell’omicidio di CALI’ Salvatore, avvenuto in San Cataldo il 27.12.2008 in concorso con CALI’ Diego, in qualità di mandante, MASTROSIMONE Gioacchino, che avallò l’omicidio, e MASTROSIMONE Salvatore, autore materiale; del tentato omicidio ai danni di MOSCA Stefano Giuseppe, avvenuto a San Cataldo il 29.11.2009, in concorso con CALI’ Diego, nella qualità di mandante, MASTROSIMONE Salvatore, CALABRO’ Patrizio e MANCUSO Enzo. Il DI FORTE in entrambi gli atti delittuosi ne è stato il mandante e forniva le armi per commetterli.

Il DI FORTE veniva associato presso la Casa Circondariale di Caltanissetta mentre la CASTELLO in quella di Enna.

FONTE: Squadra Mobile Polizia di Stato

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