Borsellino quater, schermaglie tra pentito e imputato

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Pentito accusa e imputato smentisce in aula al processo Borsellino quater, in corso davanti la Corte d’Assise di Caltanissetta. A fornire versioni contrstanti oggi da un lato il collaboratore di giustizia Francesco Raimo e dall’altro Vittorio Tutino, che viene processo per la strage di via D’Amelio assieme al capomafia Salvino Madonia e ai falsi pentiti Calogero Pulci, Vincenzo Scarantino e Francesco Andriotta. Raimo, ex camorrista, ha sostentuto: “L’unica confidenza su via d’Amelio me l’ha fatta Tutino, il quale mi riferi’ dei suoi timori sulla collaborazione intrapresa da Spatuzza che avrebbe potuto tirarlo in ballo per il furto della 126 utilizzata come autobomba per la strage. E’ vero, mi disse Tutino, che ho rubato un’auto ma non e’ quella utilizzata per la strage”. L’imputato, che subito dopo ha reso dichiarazioni spontanee, ha smentito il pentito. “Posso affermare con assoluta certezza -ha detto Tutino- che Raimo da me non ha mai ricevuto nessuna confidenza, tantomeno nessuno sfogo ed era anche la persona meno adatta. Raimo ha inoltre parlato di un rapporto d’amicizia che in realta’ non e’ mai esistito”. Al termine dell’udienza di oggi, l’avvocato Flavio Sinatra, ha chiesto alla Corte di ammettere fra i testi, anche il colonnello del Ros Michele Riccio, che qualche settimana fa ha deposto a Catania al processo per l’omicidio del boss e confidente nisseno Gino Ilardo, ucciso nel 1996. Il “Borsellino quater” riprendera’ il 20 aprile.
fonte (AGI)

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