Borsellino quater. Scena muta da Aiello, l’ex poliziotto accusato dai pentiti

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Scena muta al processo “Borsellino quater” da parte di Giovanni Aiello, l’ex poliziotto descritto dai pentiti quale “collegamento con i servizi segreti deviati” e noto come “Faccia da mostro”, chiamato martedì mattina a deporre a Caltanissetta. Indagato di reato connesso, si è avvalso della facoltà di non rispondere. I collaboratori di giustizia gli attribuiscono responsabilità dirette nelle fasi realizzative delle stragi di Capaci e via D’Amelio, nel fallito attentato all’Addaura ai danni di Giovanni Falcone, nonché nell’assassinio del poliziotto Nino Agostino.

Il padre dell’agente, Vincenzo Agostino, lo ha riconosciuto nel corso di un “confronto all’americana”. “Essendo estraneo a questi fatti – ha detto Aiello – mi avvalgo per l’ennesima volta della facoltà di non rispondere”. In particolare, a puntare il dito contro di lui, è stato qualche giorno fa, il pentito della ‘ndrangheta Antonino Lo Giudice. Anche i fratelli Pietro e Gaetano Scotto si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere, limitandosi a dire di “essere estranei a questi fatti”. Chiusa la fase dibattimentale, riaperta per sentire il pentito calabrese, la Corte d’Assise ha fissato al prossimo 7 novembre l’inizio della requisitoria.

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