Boris Pastorello sull’ipotesi di rimpasto: “E’ la solita storia, chi l’avrebbe detto?”

E’ la solita storia, chi l’avrebbe detto?

Chi ha dichiarato di essere la parte nuova della politica, chi ha attaccato i politici del passato con quel giustizialismo preoccupante, chi doveva fornire il proprio contributo per la “sanificazione” della politica per SOLI DUE MANDATI, chi criticava coloro che “inciuciavano” con rimpasti e modifiche esecutive… ebbene proprio costoro, almeno così leggiamo sui quotidiani, oggi, si accingono ad effettuare due mosse strategicamente strepitose:

  1. Rimpasto di giunta;
  2. Aggiungere un nono assessore.

Non so, per la verità, quanto ci sia di vero in ciò che si legge (ma per la serietà del firmatario dell’articolo, temo ci sia molto e tanto di vero) ma se così fosse, consentitemi di esprimere ciò che penso, come cittadino, come ex amministratore della mia (e sottolineo, mia) città e, consentitemi, come testa pensante.

Ipotesi rimpasto di giunta: verrebbe da dire quale giunta e, soprattutto, quali assessori, visto che la maggior parte, per non dire tutti, sono assolutamente anonimi e sconosciuti.

Alle ultime elezioni, i miei concittadini hanno fatto vincere uno schieramento che, grazie ai blitz di alcuni (fortunati ancora per poco) rappresentati del governo nazionale, è riuscito ad eleggere un sindaco palermitano e ben 14 consiglieri su 24. Senza dimenticare la scelta di ben 7 assessori, poi diventati 8 e, come diremo dopo, forse 9!

Era la situazione ideale per far rinascere Caltanissetta, cancellando (così dicevano) gli orrori del passato.

Nessuno che tirasse la giacca, nessuno che accampasse poltrone ecc. .

Ebbene son trascorsi quasi tre anni e la mia città è sulla soglia della morte celebrale, grazie a chi, invece, conosceva i segreti della rinascita.

Voglio, in parte, provare a concedere qualche attenuante: la pandemia che ha, certamente, bloccato molte iniziative; l’inesperienza che, soprattutto nei primi mesi, avrà creato (anche a loro) qualche difficoltà … non riesco a trovare altro!

In compenso, lo sport muore (l’assessore al ramo tiene duro e non trova il coraggio di dimettersi, lui è uno dei pochi conosciuti da tutti gli sportivi e non), la cultura, questa sconosciuta, i finanziamenti (richiesti ed ottenuti dagli altri e non da loro) che rischiano di tornare da dove dovevano arrivare, il centro storico sempre più desertificato e la periferia sempre più dormitorio. Non parliamo della sanità!

In compenso si inaugurano tratti di strada, gridando alla liberazione di Caltanissetta, mettendo il vestito nuovo (e forse anche la mascherina) e postando messaggi vincenti che rasentano il ridicolo. Ma, come ho scritto qualche tempo fa, nulla di nuovo sotto l’albero…

Eppure speriamo sempre che qualcosa possa, davvero, cambiare!

Torniamo al “rimpasto di giunta”.

Ho provato a capire le ragioni di tale scelta scellerata: da 14 consiglieri, nel tempo, si è passati a 12 e, probabilmente, qualche altro consigliere proverà a fare il salto della quaglia, come l’ultimo cronologicamente avvenuto (del quale ancora oggi non è dato capire le reali motivazioni).

Arriveranno una pioggia di soldi in città ed occorrerà essere con le spalle coperte, non solo per poterli spendere ma soprattutto per riuscire a non perderli.

Si affronterà, a breve, una competizione elettorale regionale, per poi provare a riconquistare Caltanissetta.

In definitiva, come blindare la poltrona? Ma forse corro troppo, come evitare di non riuscire ad arrivare alla fine del mandato e, poi, ritornare ad occupare la poltrona, la stessa dalla quale effettuare le simpatiche e colorite dirette Facebook?

Ecco allora che si parla di “rimpasto”; di solito il rimpasto viene fatto per due ragioni:

  1. la necessità di cambiare il passo stante il fallimento dell’azione amministrativa;
  2. la necessità di blindare il sindaco.

Temo che il vantato rimpasto sia legato ad entrambe le necessità; mai è successo di avere 8 assessori, molti dei quali non conosciuti dai cittadini (sfido tutti a riuscire ad elencarli tutti, senza dimenticarne qualcuno) e, mai come oggi si percepisce la stanchezza che la città mostra nei confronti questo esecutivo.

Rimpasto di giunta che porterebbe, inevitabilmente, ad individuare ed inserire chi, all’interno del civico consesso (forse più battitore libero di altri) potrebbe cadere nella rete dell’incarico di assessore, magari cercando, proprio, tra quelli che, in questi anni, anche perché appartenenti ad una minoranza consiliare, è stato altrettanto anonimo come i tanti che, oggi, compongono la giunta. Ovvero chi, vicino a qualche consigliere della (ex) minoranza potrebbe garantire qualche voto in più e qualche alleanza utile per i futuri impegni elettorali.

Ma ciò che definisco, ancora più di cattivo gusto è che, addirittura, si parli della nomina di un nono assessore (almeno così si legge sui giornali); aiutatemi a ricordare: quindi coloro che rappresentavano il nuovo, che dovevano dire basta ai gettoni di presenza ed alla numerose riunioni delle varie (importanti) commissioni comunali, che dovevano, addirittura, ridurre, il numero degli assessorati, si proprio loro, oggi, intendono aggiungere un altro assessore con tutte le conseguenze ?

Lascio a voi ogni commento, io preferisco tacere continuando a tifare per Caltanissetta, la mia e nostra città e per i nisseni, sperando che alle prossime elezioni si riesca a consegnare la Città a persone capaci, a nisseni di buona volontà.

Boris Pastorello

 

Commenta su Facebook