Bollette Tarsu in arrivo, cittadini infuriati. Giungla della tassazione dal governo. Addizionali legittime?

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rifiutiE’ caos bollette rifiuti al comune di Caltanissetta?

Arrivano le bollette del conguaglio Tarsu e i cittadini sono infuriati, ma forse c’è un difetto di comunicazione alla base. E’ il conguaglio delle addizionali e del contributo per i servizi indivisibili di 30 centesimi a metro quadrato.

Cittadini infuriati per le bollette Tarsu 2013 che l’amministrazione aveva detto di aver abolito. Una vicenda intricata e un esborso non indifferente da pagare, visto che stanno arrivando bollette intorno ai cento euro per abitazioni di 120 mq. La Tares era stata “trasformata” in Tarsu con delibera del consiglio comunale, che aveva applicato nel 2013, la Tarsu al valore del 2012, quindi senza aumenti. Nella delibera consiliare neanche si cita la Tares ma si parla solo di Tarsu, ma vedremo che tale operazione comporta conseguenze sul piano tributario non indifferenti sul fronte dell’imposizione e/o della tassazione.

Non si tratta quindi della quarta rata, effettivamente annullata insieme alla Tares, ma del conguaglio delle addizionali ex Eca ed ex Meca, entrambe del 5%, più l’addizionale della provincia regionale (nonostante con delibera del consiglio provinciale sia stata abolita) del 5%. Il 15% in tutto del valore complessivo della Tarsu pagata con le prime tre rate. Questo è quello che viene adesso chiesto dal comune di Caltanissetta. La bolletta in arrivo in queste ore comprende anche i 30 centesimi a metro quadrato che vanno allo Stato, in quota “servizi indivisibili” dei comuni come verde pubblico e illuminazione. Quindi il calcolo è questo.

Se una famiglia ha pagato ad esempio la somma di 200 euro con le prime tre rate Tarsu, adesso dovrà pagare il 15% di 200 euro, ovvero 30 euro, più 0,3 euro a metro quadrato.

Ma la domanda che si pone è questa, anzi sono due. La prima riguarda Ex Eca ed Ex Meca, che secondo autorevoli esperti non può essere oggi applicata, ma lo vedremo avanti.

L’altra domanda è questa. Il consiglio comunale non ha forse approvato la TARSU? E se si, come si può applicare alla Tarsu la maggiorazione di 30 centesimi per metro quadrato, prevista per la Tares? Vero è che al comma 13 dell’articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011 (DECRETO SALVA ITALIA, sic!!!), nonostante che lo stesso comma 4-quater disponga che «sono fatti comunque salvi la maggiorazione prevista dal citato articolo 14, convertito dalla legge n. 214 del 2011, nonché la predisposizione e l’invio ai contribuenti del relativo modello di pagamento».

Ma l’articolo 10, comma 2, lettera c) del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, stabilisce che «la maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato è riservata allo Stato ed è versata in unica soluzione unitamente all’ultima rata del tributo, secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonché utilizzando apposito bollettino di conto corrente postale di cui al comma 35 dell’articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011», che è appunto quello previsto per la TARES!!! e non per la TARSU che è una tassa e non un imposta. Tramite una tassa si possono finanziare servizi indivisibili?

Ebbene, a questo punto, nel silenzio di una risoluzione illustrativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a quei Comuni che hanno mantenuto il regime TARSU per il 2013 come Caltanissetta, non resta che adoperarsi per gli opportuni aggiustamenti entro i tempi utili, considerato l’enorme contenzioso che i contribuenti potrebbero attivare.

Ma se siamo in regime di Tarsu, possiamo comunque considerare legittime le addizionali Ex Eca e ex Meca? L’incasso dell’addizionale ex Eca/Meca è legittimo fino al 31dic. 2012 e ciò è confermato dal fatto che l’art. 14 del Decreto Salva Italia, prevede espressamente, a decorrere dal 1° gennaio 2013 la soppressione “di tutti i prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza” (leggasi ex-eca), confermando implicitamente l’esistenza della medesima fino a tutto il 2012 e comunque fino all’entrata in vigore della Tares.

L’equivoco sul ripristino dei precedenti prelievi in materia di rifiuti, quali la TARSU, nonostante, a decorrere dal 1° gennaio 2013, a norma dell’art. 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sia stato istituito in tutti i comuni del territorio nazionale il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), nasce dall’art. 5, comma 4-quater, del D.L. 102/2013, convertito con modifiche dalla L. 124/2013: <<In deroga a quanto stabilito dall’articolo 14, comma 46, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e dal comma 3 del presente articolo, per l’anno 2013 il comune, con provvedimento da adottare entro il termine per l’approvazione del bilancio di previsione, può determinare i costi del servizio e le relative tariffe sulla base dei criteri previsti e applicati nel 2012 con riferimento al regime di prelievo in vigore in tale anno. In tale caso, sono fatti comunque salvi la maggiorazione prevista dal citato articolo 14, comma 13, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla  legge n. 214 del 2011, nonché la predisposizione e l’invio ai contribuenti del relativo modello di pagamento. Nel caso in cui il comune continui ad applicare, per l’anno 2013, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) in vigore nell’anno 2012, la copertura della percentuale dei costi eventualmente non coperti dal gettito del tributo è assicurata attraverso il ricorso a risorse diverse dai proventi della tassa, derivanti dalla fiscalità generale del comune stesso.>>.

Conseguentemente, a fronte di tale dettato normativo e, nella specie, della formulazione di quest’ultimo periodo, alcuni Comuni hanno ritenuto che la succitata norma abbia ripristinato i precedenti prelievi in materia di rifiuti.

In ragione di ciò, quindi, gli stessi, anziché deliberare per l’anno 2013 la TARES, di cui all’art. 14 del D.L. 201/2011, convertito con modificazioni dalla L. n. 214/2011, hanno deliberato di continuare ad applicare anche per l’anno 2013 la TARSU.

Tuttavia, ad una differente soluzione induce la risposta scritta del 13 novembre 2013, data dalla Commissione Finanze della Camera. Il Dipartimento si è trovato a dover risolvere la questione preliminare inerente al ripristino della TARSU, evidenziando che “l’ipotesi interpretativa secondo la quale l’articolo 5, comma 4-quater, del decreto-legge n. 102/2013 consenta effettivamente ai comuni di continuare ad applicare, anche per il 2013, il prelievo relativo alla gestione dei rifiuti urbani già utilizzato nel 2012 (TARSU, TIA1 o TIA2) in luogo della TARES, comporta notevoli criticità che meritano le seguenti riflessioni.

<<dalla lettura del primo periodo del citato comma 4-quater, sembrerebbe emergere che la deroga a quanto stabilito nel comma 46, dell’articolo 14, del decreto-legge n. 201 del 2011 – il quale ha statuito, a decorrere dal 1o gennaio 2013, la soppressione di tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale, sia di natura tributaria, non possa assumere la portata di ripristinare, sic et simpliciter, i regimi di prelievo sui rifiuti espressamente abrogati, poiché la norma derogatoria consente ai comuni di determinare i costi del servizio e le relative tariffe sulla base dei criteri previsti e applicati nel 2012 con riferimento al regime di prelievo in vigore in tale anno>>.

Molti comuni non hanno applicato le addizionali del 10% perchè manifestamente abrogate, sebbene la deroga al decreto Salva Italia in materia di Tares dia la possibilità di applicare il regime di tassazione del 2012. Insomma a essere silente è il Ministero delle Finanze.

 

 

 

 

 

 

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