Bollette pazze, caos all’ufficio tributi. Cittadini infuriati: “siamo diventati delle pecore”

1182

Se le bollette, in molti casi, sono pazze, a mettere a repentaglio la serenità degli utenti ci si mette ancor di più la burocrazia e un ufficio tributi letteralmente preso d’assalto dagli utenti.

E’ dovuta intervenire la polizia, mercoledì mattina a largo Barrile, sede dell’ufficio tributi di Caltanissetta, dove un centinaio di cittadini infuriati premeva per entrare e avere chiarimenti sulla bolletta della Tassa Rifiuti, la TARI.

Sono state recapitate nei giorni scorsi le cartelle esattoriali da parte del Comune di Caltanissetta, che dal 2013 si sostituisce all’Ato Ambiente CL1 nel servizio di riscossione, visto che la società d’ambito non ha neanche i soldi per emettere le bollette.

Solo che le cartelle recapitate nell’ultima settimana agli utenti nisseni, portano la scadenza del 7 giugno, costringendo i cittadini a lunghe ed estenuanti code per ottenere un appuntamento con gli addetti allo sportello.

Persone in fila dalle sei del mattino, anziani costretti a ritornare per tre giorni di seguito. Tutto per fissare un appuntamento che i più fortunati hanno ottenuto per il prossimo 24 luglio.

Guarda il servizio realizzato stamane all’ufficio tributi

Abitazioni cointestate a più familiari, la cui cartella rifiuti arriva solo ad alcuni, utenti che hanno fatto e certificato la raccolta differenziata che non si vedono riconosciuti i tanto sbandierati sgravi per i virtuosi, garage e box conteggiati anche se il contratto Enel è stato sospeso.

E poi tanti, decine, se non centinaia, gli utenti che contestano i metri quadrati della propria abitazione utilizzati per il calcolo della TARI, ma anche proprietari di magazzini affittati per negozi a cui è arrivata la cartella da pagare in contemporanea agli inquilini.

Il tutto si riversa in locali angusti e inidonei a raccogliere una tale utenza, con una sola, gentile e volenterosa, addetta al front office.

Tra cittadini inferociti e spaesati, troviamo anche chi ha dovuto fare la spola tra l’Ato e il comune, perchè le somme che gli vengono addebitate dall’ente comunale, risalgono al periodo precedente, in cui il titolare della riscossione era la società d’ambito. Ad esempio conguagli e somme dovute dal 2008 al 2012, bollettate dall’Ato e adesso riscosse dal Comune.

Per l’amministrazione, la colpa è anche degli utenti. “c’è un concorso di colpa”.

L’anno scorso, ha spiegato la funzionaria responsabile dell’ufficio tributi, Giuseppina Camilleri, insieme alla bolletta, allora Tarsu, c’era un questionario dove si dovevano autocertificare i dati delle unità immobiliari possedute. Ma la stragrande maggioranza dei cittadini ha poco gradito e pochi hanno risposto. E così tutte le superfici, indipendentemente da situazioni particolari, sgravi, unità immobiliari disabitate, sono state ipervalutate.

Ad ogni modo, chi contesta le bollette, viene premiato nel suo calvario. La data di scadenza viene automaticamente posticipata. Chi non può sobbarcarsi tre giorni di coda, dovrà pagare.

La responsabile dell’ufficio tributi, si è comunque scusata con la cittadinanza per i locali non adeguati all’attesa e per i disguidi subiti.

Commenta su Facebook