Bloccato l’acquisto dei lotti industriali Irsap. Il Commissario Aronica: “favorisce privati”. Ma così danneggia aziende

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Il Commissario dello Stato, Carmelo Aronica, boccia l’articolo 74 della finanziaria Ter della Regione Siciliana che prevedeva la possibilità per le aziende locatarie di rustici industriali nelle aree ex-Asi, di riscattarne la proprietà, scomputando dalla somma dovuta all’Irsap, il valore dei canoni pagati negli anni.

Una norma che era stata annunciata dal presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero a Caltanissetta, proprio perchè nell’area industriale di Calderaro insistono ben 15 imprese che ne avrebbero potuto beneficiare. Secondo l’articolo 74 della Manovra ter, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, gli assegnatari di immobili industriali potevano fare istanza all’Irsap per l’acquisto dell’immobile assegnato.

“Ma la norma – scrive Aronica – , che sembra essere volta a favorire il privato assegnatario cui viene consentito di determinare il momento del pagamento e di ridurre il prezzo di acquisto in base alle somme pagate per l’utilizzo del bene ad altro titolo(in qualità di locatario, ndr), non persegue l’interesse della pubblica amministrazione che avrebbe ben potuto e che potrebbe avviare una procedura pubblica per la vendita del bene ottenendo maggiori e migliori possibilità per la cessione di parte del proprio patrimonio”.

Ma le motivazioni del commissario Aronica, non tengono conto dell’interesse pubblico allo sviluppo delle attività produttive sancito in Costituzione. In altre parole, là dove insistono realtà produttive, lo Stato deve attivarsi al fine di tutelarle. Se è vero, come è vero, che l’Irsap avrebbe realizzato più introiti mettendo all’asta i lotti industriali, è altrettanto vero che il bando non garantirebbe la continuità dell’attività produttiva e le aziende in questione, vederebbero minacciata la loro stessa esistenza.

Al pari di altre aziende che hanno acceso mutui per pagare i lotti industriali, i locatari, scomputando il canone di affitto già pagato dal prezzo finale, avrebbero infine pagato allo Stato la stessa cifra pagata di chi, a suo tempo, aveva acquistato.

In tal senso non si capisce quale sia il danno per lo Stato, il cui fine istituzionale non è certo quello di fare profitti.

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