Blocca nomine. Doccia fredda su Lombardo. il CGA: "Tutte nulle le sue nomine"

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Lombardo in aulaLe nomine effettuate da Raffaele Lombardo e dalla sua giunta dopo la data del 4 agosto, giorno in cui è entrato in vigore il cosiddetto “blocca nomine”, la legge varata dall’Ars per impedire al governo uscente di turbare le elezioni effettuando incarichi non per l’interesse generale ma elettorale. Dichiarate nulle le nomine diventano nulli anche gli atti esercitati dai nominati, siano essi direttori, componenti di Cda, commissari straordinari o altro.

Lo ha stabilito il Consiglio di Giustizia Amministrativa, massimo organi giurisdizionale dell’Isola per le questioni della pubblica amministrazione. Si tratta di un parere, ovviamente determinante, richiesto dalla stessa Presidenza della Regione per chiarire i profili di legittimità delle nomine effettuate da Lombardo nonostante il divieto, riguardanti commissari straordinari, revisori dei conti, direttori di dipartimenti, consiglieri d’amministrazione e così via. Tutte nomine, secondo Lombardo e i suoi consiglieri giuridici, che esulavano dalle fattispecie indicate dal decreto “blocca nomine”.

E invece per il Cga non esulavano affatto, anzi sia sotto il profilo della legittimità che nel merito, la legge n.43 del 2012, il blocca nomine appunto, intendeva prescrivere proprio questi atti e prevenirne la loro approvazione da parte di Lombardo. Innanzitutto per il CGA “il divieto investe l’esercizio sia del potere di nomina, sia del potere di designazione sia, infine, del potere di conferimento di incarichi”. Vale a dire che erano interdetti a Lombardo e alla sua giunta tutti gli atti sia di nomina che di designazione o conferimento che altro non sono che le diverse fasi in cui si forma il procedimento amministrativo. Significa quindi che in qualsiasi fase l procedimento si trovasse, se non era ormai esitato esecutivamente entro il 4 agosto, non poteva più essere portato a termine, anche nei casi in cui vi fosse il parere positivo della commissione legislativa dell’Ars.

Nel merito il Cga afferma che la norma approvata dall’Ars intende impedire che un Governo destinato a cessare in tempi brevi possa interferire nella consultazione elettorale producendo clientele. D’altro canto serve anche a non pregiudicare la libertà e legittimità del futuro governo eletto ad amministrare quegli enti sotto il controllo della Regione che altrimenti sarebbero guidati da persone di fiducia di un governatore dimissionario.

Sui profili di legittimità, invece, il Cga spiega che il blocca nomine vale erga omnes, a meno che la normativa non preveda deroghe ed esclusioni (e non le prevede) si applica a tutti i tipi di nomine, compreso i commissari straordinari.

La nomina dei commissari straordinari negli enti serve a sostituire anche i revisori dei conti ma questi ultimi possono essere prorogati per 45 giorni per cui il danno amministrativo opinato da Lombardo, in quegli enti i cui collegi erano in scadenza e quindi rischiavano la paralisi amministrativa, non è giustificato secondo il Cga, poichè per legge scattava la proroga.

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