Bilancio congelato e incertezza su seconda rata Imu. Il consiglio rimanda tutto a dicembre

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Il consiglio comunale di Palazzo del Carmine ha rinviato la seduta della sessione di bilancio al 10 dicembre, per la verità senza avere ancora iniziato la vera e propria discussione sul bilancio di previsione 2013.

Michele Campisi sindacoIl motivo è la controversa “manovrina” finanziaria della scorsa settimana che ha aumentato l’aliquota Imu sulla prima casa dallo 0,40% allo 0,60% (seconda rata), in previsione dell’abolizione dell’Ima da parte del governo e quindi del rimborso ai comuni per il mancato gettito percepito. Tramite queste risorse in più, circa un milione e mezzo di euro, Palazzo del Carmine ha abolito la quarta rata Tares, che è poi diventata conguaglio Tarsu 2013, dopo che il Governo ha consentito di pagare il servizio rifiuti con la Tarsu al valore del 2012 anziché la Tares che imponeva una copertura totale a carico dei cittadini. Solo che il decreto Legge approvato mercoledì dal governo (adesso però dovrà essere il parlamento a ratificare e eventualmente modificare), prevede che i rimborsi per i comuni saranno pari all’Imu al valore del 2012 e che gli aumenti delle aliquote applicati nel 2013, come hanno fatto centinaia di comuni tra cui Caltanissetta, saranno rimborsati solo in parte, per la precisione fino al 60%. Questo significa che il 40% dell’aumento Imu dovrebbero pagarlo i proprietari delle prime abitazioni a Caltanissetta. “pochi euro”, ha detto il sindaco Michele Campisi in consiglio comunale, rivendicando come legittima la manovra della scorsa settimana che porterà comunque 900 mila euro alle casse comunali in più (visto il rimborso di una parte dell’aumento). Ma secondo la UIL in realtà si tratta di 42 euro a famiglia.

Proprio per evitare qualsivoglia aumento dell’Imu sulla prima casa per le famiglie nissene, i consiglieri comunali di diversi gruppi di opposizione (in realtà con il consenso della Giunta ma non di altri colleghi del centro e del centro destra, tra cui Territo, Averna, Middione e altri), è stato approvato una sorta di atto di indirizzo, un ordine del giorno, che prima è stato chiamato “bozza” e poi atto di indirizzo. Il documento approvato a maggioranza prevede che in ogni caso per le famiglie non ci dovrà essere nessun aumento di fatto e che, se a limite pagheranno un aumento dell’Imu sulla prima casa, saranno rimborsati attraverso detrazioni sulla nuova tassa unica comunale che si va ad approvare in parlamento (IUC e TARI?). Ma per mettere in pratica tale meccanismo servono giorni di tempo da parte dei tecnici, ragioniere generale, segretario, uffici e revisori dei conti, e le criticità appaiono sostanziali. Ad esempio: la nuova IUC (che sostituisce l’Imu), avrà un regolamento. Come si dovrà inserire in regolamento una eventuale detrazione per chi ha pagato l’aumento Imu? Ad ogni modo la volontà del consiglio comunale è quella di evitare in qualsiasi modo l’aumento Imu, votato quando si prevedeva che non fosse divenuto operativo (ma in realtà si sapeva che il governo avrebbe rimborsato solo in parte, ma si è preferito andare avanti perché comunque entreranno risorse “fresche”). L’unica certezza, infatti, è che il comune incasserà almeno 900 mila euro in più per il suo bilancio, ma al momento, nonostante la buona volontà di giunta e consiglio, la realtà dice che c’è un aumento Imu che in parte i proprietari di prima casa dovranno pagare. Vedremo con quale meccanismo si potrà evitare che paghino. Il rischio (non solo per Caltanissetta, ma per tutti i comuni nella stessa situazione, e sono tanti) è quello di numerosi contenziosi tra proprietari e amministrazione comunale. Lo afferma l’associazione che riunisce 900 Centri assistenza fiscale Caf in 60 capoluoghi in Italia. L’Anci chiede al Parlamento (il governo ormai ha approvato il decreto legge e non può più intervenire) di fare il secondo passo, dopo il primo compiuto dal governo che copre fino al 60% gli aumenti Imu sopravvenuti. Ma a complicare tale scenario c’è la dilazione dei termini al 16 gennaio per l’Imu. A questo si aggiunge che a causa della lentezza burocratica nel pagare i debiti della Pubblica amministrazione, il fisco non raggiungerà l’obiettivo di 1 miliardo di euro di Iva pagata da queste transazioni, facendo scattare la clausola di salvaguardia posta nel primo decreto di sospensione della prima rata Imu. In altre parole, scatterebbero aumenti di Irap, Ires, gas e luce, senza contare che i nuovi termini per l’imu andranno a coincidere con la prima rata Tari. Non proprio un bel quadro. La “manovrina” finanziaria operata al comune di Caltanissetta è stata definita dal conisgliere del PD, Silvano Licari, come un azzardo, “magari giusto, qualora verranno rimborsate tutte le somme”, ma pur sempre un azzardo. Una versione che non è piaciuta al sindaco Campisi che ha replicato in aula affermando che nessuno gioca a carte ma che si tratta di un provvedimento allo studio da settembre, pienamente legittimo. Il problema, adesso,è politico e sociale, non di legittimità. Infatti i revisori dei conti hanno apposto il loro timbro di conformità a quella manovra. Ma è un “visto” tecnico, perché non è competenza dei revisori, poi, correre ai ripari per non far pagare l’aumento Imu, sebbene in parte, ai cittadini, proprio in campagna elettorale, come qualche consigliere candidamente ha ammesso in aula. Coincidenza di tasse e campagna elettorale che certo pesa più alla politica che al cittadino per il quale fa veramente poca differenza.

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