Bernava (Cisl Sicilia): "Troppi silenzi sulla Zona Franca della legalità"

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“No a un’altra Termini Imerese”. Per questo “chiediamo l’accelerazione di tutte le scelte utili a dare attuazione alla Zona franca della legalità”, nel territorio delle province di Caltanissetta, Agrigento ed Enna. È il leit-motiv della manifestazione dei delegati che la Cisl terrà nel capoluogo nisseno domani, martedì 11 marzo, a partire dalle 9,30. L’iniziativa si svolgerà nell’auditorium Irsap di Caltanissetta, in contrada Calderaro. Una scelta “non casuale – informa la Cisl – per un’iniziativa che punta a far decollare la capacità del territorio di attrarre investimenti e promuovere sviluppo produttivo”.
Ma non casuale è tutto l’impianto della manifestazione, sottolinea il sindacato, “non solo la cornice dei lavori”: la zona industriale nissena in cui una volta aveva sede l’Asi e nella quale ora opera l’Irsap.
A spiegare il senso della manifestazione che punta dichiaratamente a evitare un nuovo caso Fiat in Sicilia, con riferimento agli impianti del termitano in cui aveva sede l’azienda del Lingotto e che “ancora restano deserti”, è Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia.

Presiederà lavori che saranno aperti dal segretario territoriale per le tre province, Emanuele Gallo, econclusi da Gigi Sbarra, segretario confederale nazionale Cisl.
Bernava segnala che l’iniziativa ha per teatro “un territorio tra i più depressi della regione”. E anche questa, dice, non è una scelta a caso per una manifestazione che vuole essere “insieme locale e regionale”. Perché se la Zona franca della legalità parte, a prendere fiato, sottolinea, è tutta la Sicilia.
Alla zona, “già perimetrata”, sono stati destinati, ricorda la Cisl, 50 milioni. Fondi anch’essi non arrivati a caso.

Piuttosto, risultato di una mobilitazione incentrata sulla “grande alleanza sociale e istituzionale che abbiamo voluto nel territorio”, ripete la Cisl. E Bernava: “L’asse sociale-istituzionale tra sindacati, imprese e istituzioni puntò a innescare un processo virtuoso rompendo gli equilibri di un territorio condizionato dalla pressione delle mafie”.
Ora, per la Cisl, il problema è fare davvero, della Zona franca della legalità, uno strumento per il rilancio del tessuto produttivo. Ma “siamo preoccupati – attacca Bernava – per i troppi silenzi e ritardi”. Per di più, alla vigilia della programmazione dei fondi Ue 2014-2020. Dunque, “ai governi regionale e nazionale chiediamo di riaccendere i riflettori su una zona che ha tutte le caratteristiche per essere destinataria di progetti e risorse per lo sviluppo produttivo”. Al tempo stesso, “a tutti gli attori economici, sociali e istituzionali – dichiara Bernava – chiediamo di riprendere assieme l’azione comune” nei confronti dei governi di Palermo e Roma.

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