Benvenuti all’hotel Sant’Elia. Quattro giorni gratuiti “all inclusive”

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(di Tony Maganuco) E’ il 10 Agosto, gran parte dei miei amici va alla disperata ricerca di un last minute per godersi una settimana di vacanza, lo vorrei fare anch’io, ma un parassita decide di stazionare nel mio corpo in quel periodo. Vacanze “obbligate” all’ospedale Sant’Elia per accertamenti. Ore 15,30 Pronto Soccorso con codice verde. Tra codici rossi e gialli, che giustamente hanno priorità, trascorre un’ora.

Tre sole unità mediche, poche per l’alto flusso e per le molte emergenze. Malgrado le difficoltà il personale è sorridente e gentile, mettendo ciascuno a proprio agio, contrariamente a quanto si dice in giro. Dopo controlli e analisi si arriva alla conclusione che solo attraverso il ricovero il parassita si può debellare. Pertanto ferie in un reparto dell’ospedale dove trascorro 4 giorni, all inclusive, pensione completa.

E’ un’occasione per rendermi conto se l’ospedale Sant’Elia funziona così male come si dice e si legge spesso nei giornali e nei mass media. Ma devo deludere i disfattisti.

20150812_174054Dottori, infermieri, portantini lavorano in condizioni precarie : tutti fanno tutto a causa del numero insufficiente di personale, e per di più lo fanno sorridendo, con educazione e totale disponibilità. Subiscono improperi per le lunghe file dovute anche al fatto che il medico di turno, mentre visita o applica le terapie, talvolta viene chiamato ai piani superiori per emergenze. E quando il paziente rileva il problema si sente rispondere : “Non ce la facciamo più … non può continuare così.” E’ l’amara realtà per il pesante sovraccarico di lavoro che si ripete tutti i giorni senza ricevere in aggiunta alcun corrispettivo in busta paga. Sono le 3 del mattino, la febbre provoca sudore, inevitabilmente le lenzuola si bagnano, sono costretto a chiedere l’intervento dell’infermiera, non nascondendo il mio rincrescimento tenuto conto dell’ora. Alla mia richiesta, la gentile signora risponde : “mi spiace, ma le lenzuola sono finite; però aspetti , vediamo se le trovo in qualche altro reparto “. “Fantastico” dico alla signora, la quale, con sorriso amaro replica: ” Eh, sapesse…. ! “ In attesa delle “dorate” lenzuola sono costretto ad alzarmi.

Per fortuna l’hotel Sant’Elia offre un terrazzo con un bel panorama. Si può anche assistere agli arrivi e ai decolli dell’elicottero del 118. Un successo visto che tutto il reparto, al ronzio delle eliche, si catapulta fuori dalle stanze per avere i posti migliori, ma soprattutto per spezzare finalmente la noia perché, incredibile ma vero, il reparto non dispone di antenna tv. Non si lamentano soltanto i divoratori di libri e di giornali. Finito il breve spettacolo offerto dall’elicottero tutti tornano nei loro lettucci. Le mie lenzuola ancora non arrivano e così rimango in terrazza ad osservare il panorama. Poi abbassando gli occhi vedo che nello spiazzo sotto c’è una discarica a cielo aperto di materiale verosimilmente nocivo. Mentre scatto alcune foto un esercito di minuscole zanzare mi attacca. Meglio rientrare anche perché la signora ha finalmente trovato le lenzuola. Le chiedo informazioni sulla presenza di zanzare e sul deposito rifiuti. Alla prima domanda mi risponde che “non c’è nulla da fare perché la zona Sant’Elia è infestata, ed anche se disinfestano dopo due giorni ritornano”. Sui rifiuti silenzio assoluto. Ed io non insisto.

Il 14 Agosto è finita la “ vacanza”. Nota positiva ed inaspettata : medici ed infermieri nei giorni a seguire mi hanno telefonato per sapere come stavo e se rispettavo la terapia. Un’esperienza che ha permesso di rendermi conto del comportamento del personale del Sant’Elia, troppo spesso sottoposto a continue e talvolta gratuite critiche. Ecco perché definisco “eroici”, medici, paramedici e tutti coloro che operano in una megastruttura che lotta con i tagli dei finanziamenti regionali e non riesce a risolvere l’annoso problema del personale insufficiente.

Per quanto riguarda l’invasione di zanzare ed i rifiuti a cielo aperto rivolgiamo la domanda alla direzione del presidio ospedaliero, sperando di ottenere una risposta in tempi brevi. Anche perché la soluzione non è legata ai ridotti finanziamenti.

Tony Maganuco

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