Beni della mafia "a riposo". Tempi lunghi dall'Urega per le gare. Il Prefetto "disponibili ad assegnazione diretta".

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Campisi - Valente Un bene confiscato alla mafia è stato consegnato dall’agenzia nazionale per i beni confiscati al comune di Caltanissetta. Cerimonia a Palazzo del Carmine con il sindaco Michele Campisi, il prefetto, Carmine Valente e il rappresentante dell’agenzia dei beni confiscati, dottor Trapani. E’ una villetta con annesso terreno, di Cataldo Terminio di San Cataldo, gravato da diversi procedimenti per mafia. La villetta, in contrada Iannigreco (babbaurra), sarà destinata ad attività sociali tramite un bando esperito dal comune di Caltanissetta.

Ma sulle procedure di gara per assegnare i beni confiscati ha polemizzato il sindaco Campisi. Il bando per assegnare un altro bene, un’azienda agricola in contrada Trabona ritenuta di Bernardo Provenzano (confiscata a Giuseppe Palazzolo che venne arrestato a San Cataldo), è fermo da mesi perchè l’Urega non ha completato l’iter burocratico. In particolare non è bastata l’attesa, già grande, per la definizione del bando da parte dell’ ufficio regionale gare d’appalto che è oberato di istanze. Quando sono stati designati i componenti della commissione, uno di essi ha rinunciato, vanificando tutto. Un fatto ancor più grave trattandosi di un bene della mafia. Sono passati così diversi mesi senza che il bene confiscato sia stato utilizzato per finalità sociali.

Tutto dipenderebbe dall’eccessivo numero di gare d’appalto che si trova a gestire l’Urega, l’ufficio regionale gare d’appalto che è la stazione appaltante scelta dal Comune per assegnare i beni confiscati. Una procedura “aggravata” (la legge consentirebbe anche delle gare più snelle), che il sindaco e l’amministrazione hanno scelto per maggiore garanzia. La legge si limita a prevedere che i comuni garantiscano la trasparenza.

“Gli enti territoriali – si legge nel Dlgs 159 del 2011 – provvedono a formare un apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, che viene periodicamente Prefetto Carmine Valenteaggiornato. L’elenco, reso pubblico con adeguate forme e in modo permanente… Gli enti territoriali, anche consorziandosi o attraverso associazioni, possono amministrare direttamente il bene o, sulla base di apposita convenzione, assegnarlo in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento, a comunità, anche giovanili, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato”. In altre parole il comune deve garantire trasparenza e parità di trattamento. Nulla impedirebbe all’ente di bandire una normale gara ad evidenza pubblica in autonomia tramite i propri uffici.  Mentre l’Urega, come è noto, gestisce le gare d’appalto regionali più complesse e consistenti e non appare il soggetto più snello. All’Urega si appaltano opere da decine di milioni di euro, ognuna delle quali richiede istruttorie lunghe e complesse.

In tal senso il Prefetto Carmine Valente è stato molto netto. La Prefettura è disponibile ad accompagnare il comune nel percorso di assegnazione anche diretta, evitando di rimanere imbrigliati nella burocrazia.

“Da quando mi sono insediato – ha detto il Prefetto Carmine Valente –  ho sempre detto al sindaco, ogni volta che l’ho visto, se mi mettesse in condizione di consegnare  un bene confiscato alla mafia a un’associazione, per rimetterlo nel circuito dei beni produttivi e far capire alla popolazione che ladove è stato tolto, da una regione criminale, viene restituito sotto l’aspetto della legalità e diventa socialmente utile. Ma ogni volta ero sfortunato perchè questa vicenda si è prolungata. Diciamo la verità è anche la qualità del bene (un’azienda con immobile e terreno agricolo di un certo valore, ndr.) che ha allungato i tempi perchè ci sono state tante domande”.

“Spero che questo bene che ci viene consegnato oggi – prosegue il Prefetto –  non abbia le traversie che ha avuto l’altro bene e che nel giro di qualche mese lo diamo ad una persona giusta che lo faccia fruttare e renderlo partecipe alla popolazione. La legge prevede che è il sindaco che attribuisce il bene e nella società di oggi il sindaco ha bisogno di bandi di gara e trasparenza. In altri posti è chiaro che il sindaco lo ha consegnato a chi era utile alla comunità. Possiamo tornare a tale modalità se vogliamo, con il supporto della Prefettura. La gente deve poterne usufruire in un modo o nell’altro”, ha concluso S.E. Valente.

“Oggi è necessario quando si da un bene, fare un bando di gara – ha detto il sindaco Michele Campisi –  Una gara d’appalto oggi ha delle procedure particolari e necessita che intervenga l’Urega. Che non ha colpa perchè tutti i bandi di gara finiscono lì e si crea una graduatoria in ordine di tempo molto lunga. Quando arriva la possibilità di esperire il bando per assegnare il bene, si nomina il soggetto che dovrà aprire la busta. Questo soggetto già individuato, non ha accettato. Ci ritroviamo così una persona che non ha accettato di far parte della commissione”.

“Dopo che l’Urega ha sorteggiato i componenti della commissione di gara – spiega il segretario comunale Eugenio Alessi – deve comunicare ai signori l’avvenuto sorteggio e devono accettare. Siccome proprio in questa situazione che un componente sorteggiato ha rinunciato. Quindi l’Urega ha ricevuto la non accettazione e deve riunirsi per un nuovo sorteggio, il nuovo sorteggiato deve ricevere la notifica e si deve sapere se accetta o meno. e passano mesi”.

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