Beni confiscati da quattro anni in attesa di essere assegnati. L’assessore chiede una relazione agli uffici

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Che fine hanno fatto i beni confiscati alla mafia e trasferiti nel patrimonio del comune di Caltanissetta? Per alcuni di essi le procedure per l’assegnazione sono in dirittura d’arrivo, come spiega l’assessore al patrimonio, Maria Grazia Riggi. Per altri si dovrà attendere una relazione dell’ufficio tecnico. Nel frattempo, però, sono passati diversi anni con il rischio che immobili e terreni deperiscano.

Un terreno in contrada Gaddira e un garage in viale Sicilia,  saranno a breve assegnati. Ma per gli altri beni confiscati alla mafia e trasferiti dall’Agenzia nazionale al Comune, si dovrà ancora attendere. Si tratta di terreni agricoli di pregio e di alcuni immobili tra cui un villino appartenuti un tempo al gotha di Cosa Nostra  tra cui Giuseppe Palazzolo, ex bancario di Cinisi ritenuto prestanome di Bernardo Provenzano o il boss di San Cataldo Cataldo Terminio.

Beni che già nel 2013 vennero messi a bando per manifestazioni d’interesse. Dopo il primo bando andato a vuoto, il Comune reiterò una manifestazione d’interesse nel 2015. Ma nelle more dell’assegnazione, nel 2016 è intervenuta l’approvazione da parte del Consiglio comunale, su proposta della giunta, del nuovo regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati e si è ripartiti da zero.

Il nuovo assessore al patrimonio, Maria Grazia Riggi ha chiesto all’ufficio tecnico una relazione su ogni singolo bene per stabilirne la vocazione produttiva o sociale prima di procedere all’affidamento. Le istanze saranno poi valutate da una commissione costituita dai presidenti degli ordini dei commercialisti, ingegneri e degli avvocati. Così ha voluto una delibera di giunta.

“La relazione – spiega l’assessore al patrimonio, Maria Grazia Riggi – ci serve per realizzare un dossier da inserire nel bando. Quello che mi interessa è una valutazione dell’immobile in materia di locazione. Fa parte del patrimonio indisponibile del comune, può essere dato in locazione, utilizzato per fini istituzionali o dato in comodato d’uso per scopi sociali. Attraverso questo parametro potrò valutare. Ci sono anche dei terreni e per questi va capita la vocazione, se vanno coltivati ad uliveto oppure a grano”.

Tra i beni che ormai da anni attendono un’assegnazione a fini sociali sulla base della legge Rognoni-La Torre, vi sono un terreno agricolo sito nel comune di Caltanissetta in contrada Arenella, di circa 5 ettari, confiscato al boss Cataldo Terminio e un altro terreno agricolo in contrada Arenella. Un terreno agricolo nel Comune di Caltanissetta in contrada Iannigreco/Pignataro e un altro terreno agricolo sempre in contrada Iannigreco Pignataro su cui insiste un fabbricato rurale.

Poi c’è il villino in contrada Iannigreco-Pignataro, su lotto di terreno di pertinenza, anch’esso un tempo di proprietà di Cataldo Terminio. Quindi i due fabbricati nel Comune di Caltanissetta in contrada Trabona rispettivamente di mq. 147 e mq. 219, un appezzamento di terreno con annessi fabbricati a Caltanissetta in contrada Trabona e un appezzamento di terreno con annessi fabbricati, sempre in c.da Trabona che rappresentano diversi lotti un tempo parti di un’unica azienda agricola ritenuta di proprietà di Bernardo Provenzano.

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