Beni confiscati alla mafia. La giunta accelera, entro il 29 luglio le manifestazioni d’interesse

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L’amministrazione comunale informa tutti gli Enti, le Organizzazioni del privato sociale e i singoli o associati in associazione temporanea di scopo che operano nel sociale che per presentare istanza al Comune per la concessione di beni confiscati alla mafia ed acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune, c’è tempo fino alle ore 13:00 di martedì 29 luglio 2014.

I soggetti interessati devono presentare una semplice istanza al Comune di Caltanissetta, Direzione Finanze – Ufficio Patrimonio, corso Umberto I, con la quale manifestano l’interesse alla concessione di uno o più beni indicati nell’avviso, che può essere scaricato dal sito web del Comune all’indirizzo: http://www.comune.caltanissetta.it/AlboPretorioNew/tabella.asp?CODFUNZ=34232

Con un avviso pubblico per la ricerca di manifestazioni di interesse, la giunta Ruvolo, e in particolare l’assessore al ramo, Boris Pastorello, intende avviare entro breve tempo la concessione di beni confiscati alla mafia ed acquisiti al patrimonio del Comune.

Con la pubblicazione dell’avviso, il Comune di Caltanissetta intende promuovere la ricerca di soggetti interessati e disponibili ad assumere iniziative di valorizzazione sociale, senza finalità di lucro, cui affidare la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, secondo il “codice antimafia”.

I beni sono principalmente terreni agricoli con annessi alcuni immobili strumentali e in un caso con annesso un villino, per cui la destinazione, spiega l’assessore Pastorello, “intende valorizzare la vocazione delle eccellenze dell’agroalimentare e dall’altro avviare a lavoro soggetti svantaggiati o disoccupati”. Così come indicato nel decreto di consegna al Comune, da parte dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, i beni confiscati alla mafia vanno utilizzati per iniziative sociali.

Giuseppe Palazzolo - prestanome provenzano
Giuseppe Palazzolo – prestanome provenzano

I beni in questione appartenevano anche al gotha di Cosa Nostra, tra cui il prestanome di Provenzano, Giuseppe Palazzolo, ex bancario di Cinisi, professatosi coltivatore diretto.

Un terreno agricolo sito nel comune di Caltanissetta in contrada Arenella, di circa 5 ettari, confiscato a Cataldo Terminio e un altro terreno agricolo in contrada Arenella.

Questi due beni erano stati già oggetto di un’analoga ricerca per manifestazioni d’interessa nel 2013.

Un terreno agricolo nel Comune di Caltanissetta contrada Iannigreco/Pignataro e un altro terreno agricolo sempre in contrada Iannigreco Pignataro su cui insiste un fabbricato rurale.

E poi c’è il Villino in contrada Iannigreco-Pignataro, su lotto di terreno di pertinenza, anch’esso un tempo di proprietà di Cataldo Terminio.

Quindi i due fabbricati nel Comune di Caltanissetta in contrada Trabona rispettivamente di mq. 147 e mq. 219, un appezzamento di terreno con annessi fabbricati a Caltanissetta in contrada Trabona e un appezzamento di terreno con annessi fabbricati, sempre in c.da Trabona che rappresentano diversi lotti messi a gara, un tempo parti di un’unica azienda agricola, imponente, ritenuta di proprietà di Bernardo Provenzano (confiscata a Giuseppe Palazzolo che venne arrestato a San Cataldo). E proprio in questa cascina di campagna, il cui terreno venne acquistato per 600 milioni, i Carabinieri fecero un blitz per catturare provenzanoProvenzano, che forse in contrada Trabona, vicino la miniera, per un periodo ha trascorso la latitanza, potendo contare sulle pareti scoscese e argillose della collina adiacente alla miniera per fuggire.

La giunta Ruvolo appare determinata, visto che il precedente bando per l’azienda agricola del prestanome di Provenzano, era fermo da mesi perchè l’Urega non aveva completato l’iter burocratico. Prima l’attesa per la definizione del bando, da parte dell’ ufficio regionale gare d’appalto, poi vennero designati i componenti della commissione, ma uno di essi rinunciò, vanificando tutto.

Adesso, l’assessore Boris Pastorello ha imposto tempi celeri, con la ricerca per manifestazioni d’interesse, promossa direttamente dal Comune e le associazioni no profit, cooperative sociali, comunità per tossicodipendenti etc., dovranno rispondere alla chiamata entro quindici giorni.

“Abbiamo chiesto una mappatura dei beni confiscati alla mafia, di cui il comune è in possesso, perchè intendiamo metterli a disposizione delle realtà sociali della città che possono presentare progetti per un loro utilizzo”, spiega l’assessore Pastorello.

“Alcuni beni erano del Comune da diverso tempo e si rischiava, visti i termini di legge, di farli tornare all’agenzia per i beni confiscati. Appena insediati ci siamo quindi attivati per metterli tutti a disposizione della collettività. La delibera era pronta ma non pubblicata, cosa che abbiamo fatto, concedendo un termine brevissimo di 15 giorni entro i quali le associazioni faranno pervenire la loro disponibilità. Poi convocheremo una riunione in cui chiederemo di indicare come le associazioni intendono utilizzarli e successivamente si insedierà la commissione che deciderà a chi e come assegnarli, sulla base dei progetti presentati”, conclude l’avvocato e assessore al bilancio, Pastorello.

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