Beni archeologici, Italia Nostra: “L’assessore regionale ai Beni Culturali in visita a San Cataldo. Quando a Caltanissetta?”

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Al di là della consueta retorica, dei consueti slogan propagandistici, la
Regione Siciliana non ha saputo porre al centro della propria agenda
politica il tema dei “beni culturali e del paesaggio”. Quantomeno sino a
oggi. Il prezzo che paghiamo per questa sua incapacità politica è
sicuramente piuttosto alto. Di recente, in diverse occasioni pubbliche,
l’assessore regionale dei Beni Culturali Sebastiano Tusa ha annunciato che
la Regione ha stanziato 16 milioni di euro per la tutela e la
valorizzazione dei siti archeologici dell’entroterra siciliano: “È
importante fare attenzione a questo momento dell’identità siciliana
riscoprendo quei siti importanti che nel passato abbiamo abbandonato” –
afferma Tusa. Tra questi siti abbandonati troviamo Sabucina, Gibil Gabib e
Vassallaggi. Italia Nostra più volte ha sollecitato la Regione Siciliana a
intervenire a favore del rilevante patrimonio archeologico del Centro
Sicilia (in stato di abbandono, appunto). Pertanto, le affermazioni
dell’assessore Tusa non possono che confortarci. Incoraggiarci.
Il patrimonio storico-artistico e monumentale del territorio nisseno è
ricco, rilevante. Così come lo è il patrimonio archeologico. E di certo la
consapevolezza di tale ricchezza è cresciuta negli ultimi anni nei
cittadini grazie all’azione di studio, valorizzazione e promozione di enti
pubblici e soggetti privati, di associazioni come Italia Nostra, Fai,
Legambiente, SiciliAntica. Ricordo che noi di Italia Nostra, due anni fa e
lo scorso anno abbiamo dedicato la “Giornata Nazionale dei Beni Comuni” a
Sabucina (nel maggio del 2017) e a Vassallaggi (nel maggio del 2018).
Dedicheremo la terza giornata (nel maggio del 2019) a Gibil Gabib. E
d’altronde, da tempo chiediamo l’affidamento del Parco Archeologico di
Sabucina, adiacente alla Riserva naturale orientata Monte Capodarso e
Valle dell’Imera Meridionale – gestita da Italia Nostra. Un luogo
straordinario, Sabucina, per il quale proponiamo specifici progetti di
gestione e valorizzazione ma, inevitabilmente, ci interroghiamo sulle
reali possibilità di cambiamento in un territorio, in una città –
Caltanissetta – dove siamo poco capaci di porre in essere virtuose e
fruttuose sinergie tra istituzioni, associazioni culturali, soggetti
privati, cittadini.
E comunque dobbiamo crederci, impegnarci affinché si realizzi questo
agognato cambiamento. Dunque, preso atto delle rilevanti difficoltà in
ordine alla gestione dell’immenso patrimonio regionale, l’unica strada
percorribile per la tutela e la valorizzazione delle risorse culturali e
ambientali locali appare quella dell’affidamento ai Comuni e/o ad
associazioni culturali ed enti privati. Auspicando ovviamente
amministrazioni consapevoli, capaci e determinate e associazioni ed enti
affidabili e autorevoli. E questo, chiaramente, a seguito di precise
convenzioni con le Soprintendenze e con l’Assessorato Regionale dei Beni
Culturali. A San Cataldo, con riferimento ai siti di Gabara (ex sito
minerario) e Vassallaggi (sito archeologico), ma anche al patrimonio
artistico e monumentale della città, già da tempo si sta operando in tal
senso: immaginando e realizzando per il territorio, passo dopo passo, un
“progetto integrato”, con forti valenze narrative. Un progetto capace di
tutelare, valorizzare e connettere il centro storico, l’archeologia, le ex
miniere di zolfo e il paesaggio. Ci sembra un esempio assai positivo e
certamente degno di attenzione. Un progetto che, oltretutto, ridà forza e
linfa allo studio, alla ricerca archeologica, valorizzando le risorse
culturali locali ma anche attivando collaborazioni con le Università
siciliane e straniere. Lo scorso venerdì 25 gennaio, dimostrando ancora
una volta notevole sensibilità culturale e politica, si è recato in visita
a San Cataldo e nei siti citati l’assessore regionale del Beni Culturali
Sebastiano Tusa. Chi scrive è stato invitato a partecipare all’iniziativa
dal sindaco di San Cataldo Giampiero Modaffari e dall’assessore Angelo La
Rosa, nella qualità di tecnico e presidente regionale di Italia Nostra
Sicilia. L’assessore Tusa è stato chiarissimo: “Sono venuto volentieri a
San Cataldo perché qui si è realizzata una peculiare, virtuosa rete di
relazioni tra Comune, Soprintendenza, Università, associazioni, banche
enti privati, cittadini. Davvero un bell’esempio”. L’assessore Tusa ha
assunto l’impegno di far finanziare, dalla Regione, i lavori per
l’ampliamento e la riqualificazione della strada di accesso al sito di
Vassallaggi, e di stanziare i fondi per le strutture di fruizione del
sito. Infine ha ventilato la possibilità di una collaborazione con
l’Università degli Studi di Vienna, per quanto riguarda ricerche e scavi
archeologici. Ad ogni modo, di certo l’entusiasmo per queste iniziative
non ci fa dimenticare gli incombenti pericoli di nuove cave o mega
discariche che taluni intenderebbero realizzare nei territori, assai
pregevoli, del Centro Sicilia (vedi Monte Scalpello e Centuripe, ad
esempio).
In conclusione è forse utile ricordare un ambizioso progetto della
Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta di qualche
anno fa: soprintendente era il dr. Giuseppe Gini. Il progetto intendeva
realizzare una sorta di “polo culturale” in contrada Santo Spirito, dove
sono presenti il Museo Archeologico Regionale e la celebre Abbazia.
Un’idea condivisibile e persino attraente, ma sicuramente i luoghi non si
valorizzano con discutibili e disorganiche pavimentazioni o spianando con
le ruspe il tratto di campagna che lega il Museo Archeologico all’Abbazia.
Insomma, uno dei luoghi più belli e suggestivi della città di
Caltanissetta attende, merita un adeguato progetto di sistemazione
esterna: attraverso omogenee pavimentazioni, piantumazioni di alberi e
arbusti autoctoni, un funzionale sistema di illuminazione. Così come lo
splendido Museo Archeologico Regionale di contrada Santo Spirito,
disegnato dall’architetto Franco Minissi, d’altronde, meriterebbe al più
presto adeguati lavori di manutenzione straordinaria. Che altro dire? Il
futuro è ciò che verrà e, indubbiamente, sarà ciò che noi saremo in questo
processo.
Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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