“Battute becere e schermaglie di basso livello. Non hanno colto l’obiettivo dell’Alleanza”. L’affondo di Piero Cavaleri

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“Battute becere e schermaglie di basso livello dimostrano come non si sia colto lo spirito dell’alleanza per la città e l’obiettivo che avrebbe dovuto raggiungere”.

Parole scandite dall’ex assessore e oggi coordinatore del Polo Civico, Piero Cavaleri che rivendica la paternità del comunicato diffuso nei giorni scorsi dal Polo Civico. Lo stesso che ha provocato la dura reazione della prima commissione consiliare “Affari generali” contro l’altro coordinatore, Marina Castiglione, anche lei ex assessore della giunta Ruvolo.

Quella nota, infatti, non era ascrivibile alla sola Castiglione, ma a tutto il Polo, Cavaleri compreso.

“Il discorso delle sedute fantasma non si riferisce al fatto che non siano state fatte, ma alla circostanza che tali sedute non abbiano prodotto quello per cui venivano fatte, non tanto dal punto di vista amministrativo ma politico”, chiarisce Cavaleri.

La prima commissione, con una nota a firma di tutti i componenti in solidarietà al presidente Salvatore Licata, aveva invitato l’ex assessore Castiglione ad andare in Procura a denunciare qualora avesse ravvisato illegalità nella conduzione delle sedute, definite “sedute fantasma” in un passaggio del comunicato del Polo. “Salvo il rischio – avvertivano i consiglieri – di essere, a sua volta, denunciata per calunnia stante la falsità delle sue affermazioni”. Rimane da chiarire come mai, se le denunce a mezzo stampa sono ritenute false, i componenti della prima commissione non abbiano intenzione di denunciare per diffamazione chi le ha propalate. Eventualità, questa, che uno dei componenti della Prima commissione non esclude. “La stiamo valutando”, afferma a Radio CL1 un consigliere tra i firmatari.

L’ex assessore Cavaleri non è tenero con i consiglieri della maggioranza che hanno firmato la nota, in particolare con Giada Ambra che del Polo Civico fa parte. “Ci dovrà essere un chiarimento ma noi non facciamo espulsioni”, spiega Cavaleri.

“L’alleanza per la città – prosegue – è nata per garantire una svolta nel modo di gestire la città, facendo leva su una strategia che da sola può essere da argine alla deriva antidemocratica e mafiosa che caratterizza la Sicilia. La partecipazione viene indicata come l’unico modo per lenire la deriva antidemocratica. Questa Alleanza aveva come obiettivo non solo quello di garantire una buona amministrazione, che anche altre compagini avrebbero potuto garantire, ma una svolta nello spirito della gestione della città. Attraverso la partecipazione e una vitalità che solo fuori dal palazzo troviamo, in mezzo alle associazioni e alle organizzazioni di categoria, i comitati di quartiere. Dare regolamenti che spezzassero il giogo del clientelismo, questo era l’obiettivo”.

Quindi l’affondo: “Queste schermaglie di basso livello che si fondano sul personalismo e le battute becere danno la misura che non si è colto lo spirito dell’alleanza e l’obiettivo politico che avrebbe dovuto raggiungere. Che tre firmatari siano della maggioranza di cui uno adirittura del Polo Civico è un fatto ci dà la misura di quanto lo spirito non sia stato colto, incarnato né sostenuto nei fatti”.

 

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