Bastonate per rapinare connazionale. Convalidato il fermo di due pakistani fermati dalla Polizia

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Convalidato il fermo dei due pakistani richiedenti asilo, autori di rapina aggravata e lesioni in danno di un connazionale, fermati il 29 luglio scorso quali indiziati di delitto dalla Polizia.

Il G.I.P. nel corso dell’udienza di convalida, svoltasi ieri 1 agosto, ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere, convalidando così il fermo dei due cittadini pakistani, eseguito dalla Sezione Volanti la notte del 29 luglio, sussistendo gli indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga.

Quasim Zia di anni 26 e Haider Syed Haseeb di anni 20, erano stati sottoposti a fermo poiché indiziati dei delitti di rapina aggravata e lesioni personali in concorso in danno di un loro connazionale 36enne, tutti richiedenti asilo politico e ospiti presso il Cara di Pian del Lago.

In particolare, il 36enne vittima dell’aggressione nella mezzanotte del 28 luglio, mentre percorreva la strada statale che conduce presso il Centro, nei pressi del kartodromo, era stato aggredito da tre soggetti, i quali dopo averlo malmenato e stordito con una spranga in ferro, facendogli perdere i sensi, gli avevano rubato 400 euro in contanti e un bracciale in argento, dandosi poi alla fuga.

L’uomo ridestatosi dall’aggressione ferito alla testa si era recato subito all’ingresso del Centro dove era stato soccorso dai militari di vigilanza e condotto in pronto soccorso per le cure del caso.

L’uomo, medicato con dieci giorni di prognosi per trauma cranico e ferita lacero contusa, aveva riferito subito ai poliziotti di aver riconosciuto due dei tre aggressori, anche loro di nazionalità pakistana e ospiti presso il centro.

Dopo aver formalizzato l’identificazione fotografica presso gli uffici della questura, da accertamenti eseguiti presso l’Ufficio Immigrazione, si appurava che Quasim Zia, in data 19 luglio u.s., aveva presentato istanza per uscire dal Cara, poiché gli era stata rigettata la richiesta di asilo dall’apposita commissione; Haider Syed si trova invece in attesa di decisione dell’Unità Dublino in merito alla designazione dello stato membro dell’U.E. competente alla sua presa in carico. Quindi entrambe le posizioni degli aggressori facevano propendere per un loro progetto di darsi alla fuga e abbandonare il centro.

Sussistendo quindi gravi indizi di colpevolezza, desunti dal riconoscimento dell’aggressore e il pericolo di fuga dei due pakistani, entrambi erano sottoposti a fermo di indiziato di delitto e su disposizione del P.M. condotti presso il Carcere di Malaspina a disposizione dell’A.G. Per entrambi era stato designato quale difensore d’ufficio l’Avvocato Salvatore Pecoraro del Foro di Caltanissetta.

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