Bar e ristoranti nella fase 2. Il Comune pensa di concedere suolo pubblico per garantire il distanziamento

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Nell’ambito del ciclo di riunioni avviate dalla giunta comunale con le categorie produttive, le organizzazioni sociali, culturali e le realtà associative, venerdì sera il sindaco Roberto Gambino ha incontrato in videoconferenza da Palazzo del Carmine i titolari di ristoranti e aziende del food & beverage.

“Venerdì abbiamo avuto incontri fino a sera, in paritcolare con i ristoratori e i gestori di pub e bar. Sono i settori più colpiti”, ha detto il sindaco sottolineando che le problematiche del settore sono al centro della nota inviata dagli amministratori locali del Movimento 5 Stelle al Governo nazionale.

“Le aziende che dovranno fare i conti con il distanziamento sociale come bar e ristoranti, saranno più in difficoltà. Per questo abbiamo condiviso una serie di idee – ha spiegato il primo cittadino – come quella di aumentare i posti al di fuori del locale e quindi concedere il suolo pubblico in modo più veloce e gratuitamente per favorire una ripresa. Sono allo studio alcune proposte di sgravi sulla Tosap e il rinvio delle rate Tari”. Domenica mattina intervenendo a Tony Accesi su radio Cl1 Gambino ha anche detto che è allo studio una riduzione della quota variabile della Tari per gli esercizi pubblici che sono stati chiusi.

Il giro d’incontri con le parti sociali proseguirà nei prossimi giorni e a conclusione sarà chiesta la convocazione di un consiglio comunale. “La città deve partecipare politicamente a questa rigenerazione che prevede il coinvolgimento di tutti”, ha detto Gambino.

Nel suo quotidiano intervento video su facebook per agiornare sull’emergenza coronavirus il primo cittadino di Caltanissetta ha fatto riferimento alla finanziaria regionale in discussione in commissione bilancio all’Ars. “Ci sono criticità notevoli – afferma -. Sono in contatto con l’Anci Sicilia e ho chiesto la convocazione straordinaria del consiglio regionale che si terrà domani per approfondire alcune tematiche insieme al Governo regionale. La soluzione non può essere quella di togliere soldi ai Comuni”.

Infine Gambino è tornato sui fondi regionali per l’emergenza alimentare delle famiglie in stato di necessità dopo la chiusura di imprese e attività commerciali. Si tratta di 100 milioni di euro a valere sui fondi europei. 30 milioni sul Fondo sociale europeo e 70 milioni sul Fondo europeo di sviluppo regionale. In questa fase la Regione ha messo a disposizione il 30 percento. Sull’argomento si è registrata tensione negli ultimi giorni con una parte dei deputati all’Ars e numerosi sindaci che sostengono l’inutilizzabilità di questi fondi e il Governo regionale che bolla le critiche come fake news. Il Comune di Caltanissetta al momento non ha chiesto l’accesso a questi fondi ed è in compagnia di altri capoluoghi e città metropolitane tra cui Palermo e Catania. Altri Comuni – 247 secondo quanto comunicato dalla Regione – hanno invece chiesto di accedervi e alcuni hanno ricevuto i mandati. Ma il problema è la rendicontazione.

Il sindaco ha detto chiaramente che non intende seguire questa strada “se prima non chiariscono in quale modo possiamo inserirli in bilancio e soprattutto come devono essere rendicontati. E dovrà essere fatto non con circolari dell’assessore”. Il riferimento è alla circolare degli Enti locali secondo cui le variazioni in bilancio in entrata e in spesa relative a questi fondi che rispondono all’emergenza possono essere fatte dalla giunta comunale.  “Soprattutto le grandi città ed i capoluoghi che hanno la possibilità di far fronte con proprie risorse e con quelle provenienti dallo Stato, attendono chiarimenti importanti perchè sono fondamentali per la gestione del fondo”.

In tal senso Gambino ha rassicurato che per l’emergenza alimentare i fondi al Comune al momento ci sono. Oltre alle risorse proprie che in queste settimane sono state utilizzate per far fronte ad acquisti di prima necessità come il pagamento di bollette e utenze per le famiglie in difficoltà, sono stati erogati i buoni spesa attraverso i fondi messi a disposizione dalla protezione civile nazionale, circa 450mila euro per Caltanissetta. “Abbiamo chiuso il primo ciclo da 150 mila euro e adesso ce ne sarà un secondo e poi un terzo”.

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