Bankitalia. "La Sicilia sprofonda". 38 mila posti persi in un anno. Disoccupazione giovanile 52%.

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La Sicilia sprofonda e con essa i suoi disoccupati. Nel 2012 sono stati bruciati oltre 2 miliardi di euro di Pil, con un calo del 2,7%. Tutti gli indicatori sono di segno negativo: Pil, occupazione, produzione industriale, servizi, prestiti a famiglie e imprese, compravendite immobiliari, persino la quota di indebitamento che finora e’ stato volano per i consumi, ormai al palo. In altre parole le famiglie non hanno più di che indebitarsi e si prevede quindi un conseguente drastico taglio ai consumi. Si salvano solo l’export e il turismo (gli unici con segno positivo), ma perche’ trainati dalla domanda estera. Peraltro il turismo è cresciuto nel 2012 molto meno che negli altri anni.

Tra i dati peggiori quello sull’occupazione. Sono oltre 38 mila i posti di lavoro persi in un anno. Il 10% di questi nell’edilizia, 4,2% nell’industria. Stabile l’occupazione nel commercio, ma questo non giustifica le tante chiusure di negozi. Il lavoro si è redistribuito. Dall’auto impiego nell’esercizio commerciale di famiglia al lavoro da commessi e dipendenti nelle grandi strutture commerciali.

Il tasso di disoccupazione sfiora il 19% (18,4%) e fa segnare un’impennata della disoccupazione in un anno terribile, il 2012, del 4,2%. La disoccupazione giovanile vola invece a 51,3% a fronte di un tasso nazionale ben venti punti inferiore.

Esplode la cassa integrazione, soprattutto quella in deroga. La CIG ordinaria non viene più utilizzata segno che le chiusure sono conseguenza di situazioni tasche vuotetraumatiche sotto il profilo economico e finanziario della piccola e media impresa. E’ il credito, infatti, a restringersi costantemente.

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