A rispondere alle domande nell’intervista di questa settimana è il vicepresidente dell’associazione culturale “Alcide De Gasperi”, Davide Capodici. Da anni impegnato nel laicato cattolico organizzato, Capodici si occupa di progetti e di formazione.

L’associazione culturale “Alcide De Gasperi” nasce nel 2008 con il desiderio di promuovere ai nostri giorni la cultura politica del popolarismo cristiano. Come declinate le vostre finalità associative?

Le finalità associative della nostra associazione sono declinate attraverso l’impegno culturale. Infatti, l’obiettivo principale che perseguiamo da quando l’associazione è stata fondata è quello della promozione della cultura politica. La figura di Alcide De Gasperi, a cui ci ispiriamo per portare avanti le nostre attività, ci insegna che il presupposto di ogni azione politica è una concreta base culturale e valoriale. Oggi, più che mai, è necessario riscoprire l’insegnamento di grandi uomini del passato per cercare di costruire un futuro migliore. Alcide De Gasperi è stato uno dei più grandi statisti italiani. La sua lungimiranza politica e la sua azione ispirata ai valori del popolarismo e a quelli del cristianesimo devono, oggi, essere mediati e promossi soprattutto tra i giovani. È un vanto affermare che il direttivo dell’associazione è composto in maggioranza da giovani sotto i trentacinque anni.

Da parecchi anni siete attivi sul territorio nisseno tramite iniziative singole e progetti volti alla formazione politica e culturale. Potresti presentare le vostre attività più significative?

Negli anni, l’associazione “De Gasperi” è stata promotrice di numerosi eventi di carattere culturale (oltre trenta nell’ultimo triennio) realizzati sul territorio in collaborazione con altre associazioni e centri studi che condividono la nostra mission. Difatti, l’associazione ha collaborato attivamente con il Centro Studi sulla Cooperazione “A. Cammarata”, con il gruppo locale della Fuci “Mons. Cataldo Naro”, con L’Azione Cattolica diocesana, con le Acli di Caltanissetta, con l’associazione “Luigi Sturzo”, con i Comitati di quartiere e con la Libreria Paoline. Il senso di queste collaborazioni è quello di implementare la rete che condivide determinati valori e, dunque, allargare l’ambito d’intervento. In quest’ottica è stato possibile organizzare eventi che hanno portato a Caltanissetta diverse personalità, come deputati, scrittori, professori universitari. Le attività dell’associazione “De Gasperi”, tuttavia, non si limitano alla realizzazione e promozione di eventi di carattere culturale. Il nostro gruppo, infatti, è iscritto nell’albo delle associazioni del comune di Caltanissetta e ha partecipato alla costituzione delle consulte comunali esprimendo un delegato nella consulta giovanile e uno in quella culturale. Nonostante le peculiarità poliedriche definite dallo statuto dell’associazione, abbiamo scelto prioritariamente la consulta giovanile perché è proprio al mondo dei giovani che vogliamo parlare sia per raccogliere le istanze generazionali che spesso vengono trascurate sia per essere collante valoriale con i principi del popolarismo cristiano.

Nei prossimi anni, quali caratteristiche assumerà l’impegno dell’associazione culturale “Alcide De Gasperi”?

L’impegno dell’associazione sarà sempre quello di perseguire gli obiettivi e le finalità stabilite dallo statuto. Le caratteristiche concrete dell’impegno ci vengono date dall’attualità. Il senso di un’associazione culturale come la nostra non è quello di preservare la memoria storica, ma quello di avviare processi validi e sostenibili per la società del futuro. In questi tempi dove si identificano nuovi valori e le comunità sono collegate ma non connesse, occorre offrire un’alternativa culturale capace di esprimere valore. L’associazione “De Gasperi” crede che la prospettiva del popolarismo possa essere una valida alternativa alla deriva populista e qualunquista che i nostri tempi stanno vivendo.

Dal peculiare osservatorio dell’associazione “Alcide De Gasperi” si può notare come Caltanissetta sia una città ricca tanto di risorse positive operanti in vari settori quanto di emergenze più o meno conosciute dalla comunità. Secondo te, la politica locale su quali temi dovrebbe concentrare maggiormente la sua attenzione?

La politica locale dovrebbe, innanzitutto, prendere atto di “Caltanissetta” nel senso che molto spesso ciò che viene proposto come una problematica “locale” in realtà non dipende propriamente dal nostro territorio. Il dibattito politico incentrato su Caltanissetta è alla costante ricerca di un progetto “New Deal” nisseno, trascurando ciò che in realtà Caltanissetta è. Non mi riferisco al concetto della centralità… perché il centro se non è collegato con il resto del territorio non può sfruttare al meglio il vantaggio geografico, ma a tutto ciò che Caltanissetta potrebbe diventare se sviluppasse dall’interno la propria comunità. Si tratta di un percorso progettuale che dura nel tempo, con un obiettivo a lungo termine che veda processi di integrazione e di sviluppo economico come conseguenza di politiche sociali ed economiche volte al contrasto della povertà economica e culturale. Bisogna che il dibattito politico nisseno rifugga dall’apatia verso i problemi della gente e che si salvi dalla trappola delle soluzioni facili e sensazionalistiche che al di la dell’impatto mediatico non portano a nulla di concreto. Per concludere con degli esempi pratici, credo che la politica nissena dovrebbe concentrare la sua attenzione sul contesto reale in cui vivono i cittadini, cercando sia di promuovere quanto di buono già c’è sia di riqualificare quanto, invece, necessità di un serio intervento di riforma. I temi sono quelli cari a tutti ovvero, lavoro, formazione, sviluppo e buone pratiche. Ciò che a mio modesto parere deve cambiare è l’approccio da parte degli attori politici rispetto alle possibili risoluzioni di queste problematiche.

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