Avvertimento a Renzo Caponnetti. Presidente dell'associazione antiracket "Giordano".

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Antiracket Caponnetti giustolisi giudice modesto corvino raimondiUn atto vandalico, forse un avvertimento, e’ stato compiuto ai danni dell’imprenditore Renzo Caponnetti, presidente dell’associazione antiracket “Gaetano Giordano” di Gela (Caltanissetta), che da alcuni anni vive sotto scorta. Ignoti hanno rigato con un punteruolo le due fiancate della sua Toyota Rav4, parcheggiata sotto casa in via Venezia. Caponnetti era stato vittima di un’intimidazione gia’ tre anni fa quando una tanica di benzina era stata collocata accanto all’auto di sua moglie.

L’associazione antiracket di Gela “Gaetano giordano” da quando è stata fondata, ha accompagnato oltre un centinaio di imprenditori e commercianti a sporgere denuncia all’autorità Giudiziaria contro esponenti di Cosa Nostra e Stidda che chiedono il pizzo a Gela. Un’azione vera, concreta, quella condotta sul territorio da Renzo Caponnetti e dagli altri associati in questi anni, nell’ambito di un percorso che ha visto impegnati il comune con l’allora sindaco Rosario Crocetta e le istituzioni dalla Procura di Caltanissetta a quella di Gela, dalla Questura ai Carabinieri e Guardia di finanza. Tutte le forze dell’ordine sono state vicine a Caponnetti e ai commercianti che hanno denunciato, ottenendo peraltro successi investigativi sul fronte della repressione notevoli. Tutti i capi e quasi tutti gli affiliati delle due consorterie mafiose della città del Golfo sono in carcere o colpiti da provvedimenti restrittivi. Caponnetti Zuliani e Grasso

Da alcune settimane Caponnetti è stato protagonista dell’iniziativa “Centro strade per un natale antiracket” con tour per le vie dello shopping di tutta la Sicilia in cui attraverso il contatto diretto con i commercianti ha invitato a denunciare il racket. In questa iniziativa Caponnetti è stato affiancato da Mauro Mangano, coordinatore delle associazioni antiracket siciliane, anche lui vittima di un attentato intimidatorio tre giorni fa, quando in provincia di Palermo ignoti hanno dato fuoco alla sua villetta.

Un clima difficile dunque, come lo sarà, per gli inquirenti, la lettura di questo atto. Soltanto 24 ore fa l’operazione “Agorà dei carabinieri ha portato in carcere 18 esponenti della stidda dediti alle estorsioni a Gela.

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