Aumento Tarsu del 40% per il 2010. “Carezza” dell’amministrazione su interessi e mora

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Conferenza di fine anno del sindaco Giovanni Ruvolo che insieme agli assessori Boris Pastorello alle finanze, Marina Castiglione, Pietro Cavaleri, Matteo Tricoli, al dirigente del settore finanziario Claudio Bennardo e al coordinatore del polo civico, Carlo Campione, ha dato comunicazione che l’aumento del 40% della Tarsu del 2010 va pagato. In compenso il comune ha trovato un modo per evitare che si pagheranno interessi di mora per chi non avesse ancora provveduto, e potrà farlo presentandosi spontaneamente all’ufficio tributi del comune. A spiegare il meccanismo è l’assessore alle Finanze, Boris Pastorello.

“Considerato che nel biennio in questione, la riscossione veniva curata dall’Ato CL1, ed avendo ricevuto diverse segnalazioni legate al mancato invio nel 2011 e 2012 di avvisi e raccomandate, abbiamo ritenuto di mettere nelle condizioni i cittadini di recarsi all’ufficio tributi, segnalare la mancata notifica degli avvisi e consequenzialmente non pagare le spese e le sanzioni”.

L’idea, di abbattere almeno interessi e more, è nata proprio da segnalazioni dei cittadini agli uffici e all’amministrazione, spiega Pastorello, il cui obiettivo iniziale era quello “di annullare l’aumento”. Ma “tecnicamente non era possibile, salvo dover rischiare un danno per l’Ente”. Anche perché ventimila utenti hanno già saldato l’aumento una tantum del 2010. Un 40% che “lasciava molto amaro in bocca. Ma è una vicenda che abbiamo ereditato”, conclude l’assessore.

Trattandosi di una tariffa del 2010, il rischio di non notificare gli avvisi era la prescrizione, motivo per cui chi non andrà a presentarsi spontaneamente all’ufficio tributi riceverà l’accertamento con la cartella esattoriale. L’aumento del 40% della Tarsu venne stabilito dalla giunta Campisi, scatenando un vespaio di polemiche politiche. In tanti, allora, chiesero l’annullamento di quella delibera, e tra gli altri c’era Intesa Civica Solidale. Ma tecnicamente, è stato spiegato oggi in conferenza stampa, non c’era modo oggi di eliminare quella tassa del 2010, senza produrre un danno per l’Ente.

In tema di servizio rifiuti il sindacoGiovanni Ruvolo ha spiegato che è intenzione dell’amministrazione non aumentare la TARI per il prossimo anno. Ciò, nonostante la spada di Damocle dell’ecotassa per i comuni che non hanno raggiunto il 36% di differenziata entro il 31 dicembre. Una previsione contenuta nell’ordinanza dell’assessore regionale all’energia, Vania Contraffatto, che sarà resa operativa con un articolo della finanziaria regionale, a meno che non vada in porto il pressing dell’Anci in conferenza Regione-Enti locali per “rinviare di un anno la misura”, ha spiegato Ruvolo.

Il sindaco ha anche annunciato l’affidamento del servizio di raccolta dell’umido. L’obiettivo è di prevedere il conferimento dell’umido in città, dove oggi chi fa la differenziata non ha la possibilità di farlo. Il primo cittadino ha sottolineato che la raccolta rifiuti porta a porta a Santa Barbara sta funzionando e che dovrà essere implementata anche per le altre utenze previste dall’ordinanza sindacale di novembre in materia di rifiuti.

Mentre il servizio di raccolta e spazzamento è stato prorogato alla ditta Caltambiente per nove mesi fino a settembre 2016 e comprenderà in modo stabile i servizi aggiuntivi che negli ultimi anni venivano erogati a singhiozzo, secondo integrazioni decise dall’amministrazione.

Uno dei nodi principali riguarda il piano rifiuti dell’Aro, l’ambito di raccolta ottimale. Il sindaco ha detto che il bando di gara si trova all’Urega, ma è “sospeso in attesa che sia approvato dal consiglio comunale”, proprio perché la sua trasmissione ufficiale dovrà avvenire previa approvazione del Consiglio.

L’altalenante intreccio tra normativa nazionale e regionale in tema di rifiuti complica la definizione delle modalità di gestione del servizio in Sicilia e in provincia di Caltanissetta. Per il governo nazionale, non è un mistero, gli ARO neanche dovrebbero esistere mentre dalla Regione si accelera sulle SRR, le società d’ambito che sovrintendono agli stessi ARO. Azzardare una previsione sugli assetti gestionali del futuro servizio rifiuti è arduo e ciò spiega forse la proroga di 9 mesi a Caltambiente. Proroga che potrà essere interrotta qualora intervenga l’aggiudicazione della nuova gara, dopo la nascita dell’Aro.

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